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Alberi e fiori: Il maggiociondolo

Questa bellissima pianta è molto diffusa sui nostri Appennini (e in genere in Italia – tranne i Sardegna e Sicilia) e fiorisce, come il nome fa capire, in aprile-maggio-giugno con fiori gialli a grappolo. Si trova nei boschi di latifoglie particolarmente nelle formazioni a roverella, rovere, farnia, cerro; ama il sole e predilige i terreni calcarei, da 0 a 800 metri.

Il nome scientifico è Laburnum anagyroides e appartiene alla famiglia delle Fabaceae.
Arbusto o piccolo albero, da 5 a 10 m di altezza, con chioma irregolare e dal portamento espanso tendenzialmente in verticale, con fogliame deciduo; tronco eretto con rami ascendenti con corteccia verde-marrone, liscia, i rami giovani sono penduli, tomentosi, di colore grigio-verde-argentato, biancastri all’estremità, mentre quelli vecchi sono brunastri.
Le gemme sono alterne, disposte a spirale, ricoperte di scaglie argentee.
Le foglie sono lungamente picciolate, lunghe sino a 6 cm, alterne, trifogliate, ellittiche, a margine intero, la pagina superiore è glabra, quella inferiore è pelosa e verde-argentata.
fiori ermafroditi e simmetrici, sono riuniti in racemi penduli, lunghi sino a 25 cm, hanno calice campanulato verde con 5 denti, la corolla giallo-oro ha il petalo superiore di dimensioni maggiori screziato di colore rosso-brunastro; ampio vessillo smarginato e carena fortemente curvata-rostrata, 10 stami con antere arancio; il pistillo bianco e tomentoso.
frutti sono legumi piatti, pubescenti, deiscenti che contengono molti semi bruni e velenosi.
Specie tossica, Il Maggiociondolo è specie pioniera impiegata per il consolidamento di scarpate e pendii. Il legno, combustibile di ottima qualità, è molto duro e si conserva bene anche a contatto con il suolo, è quindi usato per pali da vite, per recinzioni e per piccoli lavori al tornio. La corteccia fibrosa può essere utilizzata come il salice per legare la vite.
Il legno trova impiego in liuteria, soprattutto nella realizzazione di strumenti a fiato. Infatti l’albero è noto anche come “falso ebano” in quanto il legno molto duro e bruno scuro, viene impiegato in sostituzione dell’ebano nella fabbricazione di strumenti e arredi.
Curiosità
Vuole la leggenda che nei tempi passati le streghe usassero il Maggiociondolo per preparare bevande psicoattive che davano loro senso di leggerezza e di inconsistenza del peso corporeo. Questo stato di alterazione psichica può essere inteso come il “volo della strega”. Durante i loro sabba le streghe, come segno distintivo, utilizzavano un bastone di Maggiociondolo sul quale si dice calvalcassero durante i loro viaggi e divenuto per questo simbolo del volo.
https://www.floraitaliae.actaplantarum.org/viewtopic.php?f=95&t=16671

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