Dal Capanno Tassoni alla Croce Arcana

Facile e frequentato itinerario che attraversa l’angolo più a Est del Parco del Frignano
Tempo di percorrenza A/R ore 2,5 /3,00  – dislivello 400 m – Km. 8,5 circa

Raggiungiamo Capanno Tassoni (1.317 metri sul livello del mare) in auto. Il rifugio, nell’alta valle di Ospitale, è molto caratteristico e accogliente; ci prendiamo un caffè riservandoci poi di fermarci anche a pranzo.

Iniziamo a salire sul sentiero CAI 415. Dopo poco incontriamo il Cai 413 e i due sentieri proseguono unificati. Da qui si può scegliere se seguire il sentiero oppure la strada sterrata ricoperta di neve, più dolce. Il sentiero e la strada forestale si incrociano continuamente fino al passo quindi è possibile in ogni momento scegliere quale seguire.

La prima parte del percorso si snoda nel bosco, poi ad un tratto si esce all’aperto e la vista spazia sui monti circostanti e sulla Croce Arcana di cui vediamo le antenne. Raggiungiamo la Croce Arcana, con il piccolo recinto dedicato agli alpini (mt. 1675) e al ricordo della guerra e la caratteristica croce,   senza difficoltà e di lì proseguiamo fino a raggiungere le antenne e poco oltre. Ritorno lungo lo stesso percorso.

Se si desidera un’escursione più lunga, si può proseguire fino al vicino Lago Scaffaiolo e pranzare lì (prenotate, il rifugio è sempre strapieno …) calcolando ore 2,5 in più tra andata e ritorno

 

Il Capanno Tassoni

La storia del Rifugio la leggiamo proprio sul sito www.capannotassoni.it

Il Capanno Tassoni

Nel cuore dell’ appennino emiliano, a 1317 metri di quota, nella splendida valle di Lamola o valle di Ospitale, sorgeva nel 1930 per opera del Corpo Forestale dello Stato una struttura in sasso che doveva servire come ricovero e base operativa per quanti lavoravano nel progetto di rimboschimento della vallata.

Il nome di Capanna o Capanno Tassoni, proviene da una piccola costruzione preesistente al rifugio, probabilmente un ovile che apparteneva nel 1870 (un rogito ne parla) a un certo Giovanni Tassoni, che essendo a  pochi metri di distanza aveva dato, secondo le usanze, il nome alla località.

Nel 1930, quando venne costruito il rifugio, i terreni e i boschi, ora di proprietà della Regione Emilia Romagna, appartenevano alla famiglia modenese dei Conti Forni.
La Forestale costruì il fabbricato e un piantumaio (ben visibile guardando il rifugio sulla destra ed ora adibito a zona per il campeggio) mediante un contratto di diritto di uso trentennale della superficie interessata.  Alla scadenza il proprietario sarebbe rientrato in possesso del terreno e del fabbricato che avrebbe costituito il “canone” corrisposto per l’utilizzo.

Nel 1944, a causa della vicina Linea Gotica, il Capanno divenne il rifugio di un distaccamento di Partigiani. Nel 1960, quando ormai le acque si erano calmate, il Conte Giuseppe Forni si ritrovò proprietario di  quello che ora è il rifugio.

Le condizioni della struttura erano ovviamente precarie, visto tutto quello che lì era accaduto e, dopo 2 anni di lavori, grazie all’ impegno del fidatissimo guardiaboschi Giuseppe Lolli, venne aperta come bar e ristorante. Prevalentemente si lavorava con i cacciatori. La caccia al passo in quell’epoca era molto diffusa nella zona. Nel 1973 il Conte Giuseppe fece domanda al Comune di Fanano per trasformarlo in rifugio alpino. Nel 1979 la Regione acquista tutta la proprietà, con l’intento di creare il Parco del Frignano, adibendo il rifugio a centro visite del medesimo parco.
Della sua gestione, valorizzandolo e dandogli la notorietà di cui ora gode, se ne occupò la cooperativa La Lumaca.

Nel settembre del 2009 un altro cambiamento. Il rifugio viene messo in vendita e la famiglia Forni, nella persona del conte Giulio, figlio di Giuseppe, che aprì il rifugio, lo riacquista e subentra alla gestione.

Il rifugio dispone di 37 posti letto distribuiti in 7 camere. E’ possibile richiedere l’uso esclusivo matrimoniale di una camera con un supplemento di 15 € a testa.
E’ dotato di impianto di riscaldamento mediante centrale termica autonoma a legna/gas a distribuzione tramite teleriscaldamento.
bagni, con acqua calda e docce, sono in comune.
Come nella maggior parte dei rifugi, è necessario munirsi del proprio sacco a pelo o sacco lenzuolo. In alternativa, sono disponibili lenzuola del rifugio al costo di 5€ a letto.

Telefono: 0536 68364
Mobile: 331 9812750

 

La “Crux Arcanea”

Le origini della strada della “Crux Arcanea” risalgono al 17 Novembre 1225, quando Pistoiesi e Modenesi stipularono, proprio ad Ospitale, un accordo per la realizzazione di una via che congiungesse i loro territori attraverso questo naturale valico appenninico.

 

Galleria fotografica

Escursione e foto del 19 novembre 2017

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.