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lL Giardino botanico Esperia

DSCN4782Sorto nel 1980 su un area di due ettari messa a disposizione dal Comune di Sestola, ai piedi del Cimone in località Passo del Lupo, a 1.500 metri d’altitudine, il Giardino Botanico Esperia ospita in 32 aiuole oltre 200 tra le più significative specie della flora tipica dell’orizzonte appenninico, alpino e delle catene montuose dell’Asia.

Gestito dal Cai Modena, ha un’estensione di circa  2 ettari che comprende il giardino vero e proprio e un’area naturale costituita da una faggeta. Annesso al giardino, inoltre, sorge un piccolo rifugio- laboratorio dove sono custoditi l’erbaio e una ricca fototeca sulla flora dell’area protetta.
Unico orto botanico nell’Appennino modenese, non persegue esclusive finalità scientifiche ma è aperto a tutti coloro che sono desiderosi di lasciarsi incantare dai “messaggi silenziosi” della natura. Le piante si collocano in ricostruzioni ambientali che comprendono anche un laghetto e dei ruscelli ove è possibile osservare le specie tipiche degli ambienti umidi altomontani.
Attrezzato anche per accogliere disabili e per visite di scolaresche e gruppi.

Il nome “Esperia” proviene dalla mitologia greca. “Esperia” era infatti il nome del Giardino degli Dei nel quale cresceva l’Albero dei Pomi d’Oro, frutti dell’ immortalità. Il nome, la leggenda, sono in certo modo impegnativi e mai è mancato l’impegno dei Soci, che vi hanno lavorato e di quelli che vi lavorano, affinché all’Esperia si possa godere di quell’atmosfera di poesia che soltanto chi ascolta in silenzio la Natura riesce a riconoscere.

Dal 2020 è attiva una convezione con l’Orto Botanico UNIMORE grazie alla quale sono stati avviati progetti di studio e ricerca della flora d’altitudine con particolare riguardo a quella pertinente al contesto floristico/vegetazionale dell’Appennino Tosco Emiliano e del Monte Cimone. Si è inoltre proceduto alla revisione dei taxa presenti e della relativa nomenclatura. Infine il Giardino accoglie studenti universitari per lo svolgimento di tirocini e tesi di Laurea.

 

La storia del giardino

L’idea di un Giardino Botanico nacque in seno alla Sezione del C.A.I. di Modena già negli anni “30”, con lo scopo di fare conoscere e salvaguardare e la flora spontanea del nostro Appennino.
Si avviò un progetto che divenne realtà solamente dopo conclusione degli eventi bellici della Seconda Guerra Mondiale.
Fu così che nel 1952, su due ettari di terreno messi a disposizione dal Comune di Sestola a Passo del Lupo, il Consiglio Direttivo del C.A.I., grazie all’azione di alcuni soci appassionati diede vita al C.E.A.S. Centro Erboristico Appenninico Sperimentale, presieduto dal Prof. Francesco Panini, docente dell’Università di Roma, coadiuvato dal Cap. Luigi Messerotti-Benvenuti, esperto erborista. Lo scopo del Centro era quello di conservare la flora più minacciata, ma anche di sperimentare la coltivazione di piante graminacee, foraggere e fruttifere del sottobosco, quale dimostrazione dei vantaggi che si possono conseguire con razionali coltivazioni e raccolte, tendendo al raggiungimento di uno stabile equilibrio tra risorse montane ed esigenze di vita delle popolazioni. Esso operò per oltre un decennio,ma alla scomparsa dei fondatori, seguirono anni di decadenza, e cessò l’attività.
Nel 1980 i coniugi Enzo e Tina Zuccoli (curatrice fino al 1995), sotto la direzione scientifica della Prof. Daria Marchetti Bertolani , titolare della cattedra dei Botanica dell’Università di Modena, diedero di nuovo vita all’attività del Giardino Esperia, con intenti botanici e didattici .
In quegli anni, il Giardino subì notevoli mutamenti: venne delimitata l’area con la recinzione, vennero sistemati i sentieri e i ruscelli che lo attraversano, fu inoltre creata una zona ampia sistemata ad aiuole e roccere, per ospitare oltre alla flora autoctona anche pinte e fiori delle diverse catene montuose dei Continenti. Ciò fu possibile, attraverso interscambi di semi e materiale germinativo con altri Giardini Botanici ed Istituti Universitari Italiani ed Esteri.
Il Giardino Esperia dal 2003 è seguito con competenza e passione dalla dr. Emanuela Vanda, che svolge in concomitanza anche attività didattica e divulgativa con gruppi di visitatori.
Il Giardino è associato all’ A.I.G.B.A., Associazione Internazionale Giardini Botanici Alpini, che consente un confronto e uno scambio di esperienze con altre simili realtà. Inoltre fa parte del Sistema Museale della Provincia di Modena.
L’importanza che il Giardino ha assunto fino ad ora nel territorio, riguardo alla conoscenza ed alla salvaguardia della flora dell’ambiente montano e alla sensibilizzazione dei turisti nei confronti delle specie vegetali protette e comuni, è dovuta soprattutto al lavoro svolto volontariamente dai soci CAI, di Modena e di Sestola, che hanno rinnovato in tutti questi anni il loro impegno, tramandandosi il testimone in un’ideale staffetta.

Il contributo di Liliana Zambotti sulla storia del giardino

Pubblicato In: Natura e Montagna. Periodico di divulgazione naturalistica dell’Unione Bolognese
Naturalisti. Anno LXIII, n. 3, Patron Editore, Bologna (2016)

Come arrivare

Passo del Lupo 41029 Sestola (Mo) Tel. 0536.61535
In auto: raggiungibile con la strada che da Sestola passa per Pian del Falco, proseguendo oltre per quattro chilometri si arriva ad un vasto parcheggio sul lato destro della strada, dove un breve sentiero di c.a. 200 mt. vi porterà al Giardino Esperia.
Per chi ama camminare: percorrendo i sentieri CAI da Sestola: sentiero CAI 451 (segnaletica locale n.2)– da Fanano: sentiero CAI 443 – da Roncoscaglia: sentiero CAI 457 – da Montecreto: sentiero CAI 459 o 461 – da Le Polle: sentiero CAI 475.

Orari

Aperto solo in estate: da metà giugno a metà settembre, tutti i giorni escluso il lunedì
dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 14,00 alle 18,00
Ingesso: offerta libera

Info:

Club Alpino Italiano sez. di Modena – tel. 059 826914
www.cai.mo.it e-mail [email protected]

Depliant Esperia 1

 

 

 

 

 

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