Fiumalbo, Chiese e oratori

Chiesa dei Santi Donnino e Francesco, detta “del Seminario”

dall’archivio familiare di Giuliano Pasquesi –
Cartolina del seminario di Fiumalbo, anni 60

Sorse nel 1628 insieme al Convento dei Minori Conventuali per opera del fiumalbino Padre Marco Bonacchi, notevole figura di teologo e predicatore.

La primitiva chiesa aveva solo cinque altari, mentre l’edificio attuale, risalente alla seconda metà del Settecento, presenta diversi altari in stucco e pietra e numerose tele seicentesche di buona qualità.

L’edificio, che sorge fuori dal centro storico di Fiumalbo, oltre il corso del fiume, è annesso all’antico Seminario ed è pertanto conosciuto anche con il nome di ‘Chiesa del Seminario’.
E’ stata sede di un convento di frati minori sino alla metà dell’ 1800. Una volta che i frati hanno lasciato Fiumalbo per decisione del superiore provinciale (Il frate più anziano ottenne di terminare i propri giorni a Fiumalbo ospitato da una famiglia che abitava in Senarolo), la Ducal casa D’Este a seguito delle rimostranze della comunità fiumalbina strinse accordi col Vescovo per far si che lo stabile fosse destinato a Seminario diocesano. (Ringraziamo Andrea Nardini per le notizie).

Recentemente restaurata e riaperta, i primi giorni di maggio 2018.


Chiesa Parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo

ll principale edificio di culto di Fiumalbo sorge sulla piazza e costituisce nel suo insieme architettonico il fulcro urbanistico del centro storico.

Le vicende costruttive dell’edificio sono alquanto complesse per i rifacimenti e ampliamenti che si sono succeduti nel corso dei secoli. La primitiva costruzione, risalente al 1220 era di ridotte proporzioni, con la facciata posta ortogonalmente all’asse attuale. Aveva una sola navata a cui successivamente, forse verso i primi del secolo XVI, se ne aggiunse una laterale. Interamente costruita in pietra, aveva copertura a capriate.

Di quell’antica struttura rimangono importanti testimonianze scultoree del portale e del fonte battesimale.

Alcuni di tali frammenti con figure di soldati, di donne e di cavalieri, oltre ad elementi decorativi con tralci di vite, sono collocati attualmente in fondo alla navata sinistra e dietro l’altare maggiore. Mentre stilisticamente sono riconducibili alla cultura romana di Wiligelmo, l’interpretazione dei soggetti è tuttora controversa: il bassorilievo – già architrave dell’antico portale – noto come “Battaglia di Fiumalbo” potrebbe riferirsi ad un episodio bellico locale, mentre gli altri alle vicende dei Templari o alla storia di Adelaide.

Nel 1592 la chiesa viene rifatta, utilizzando materiale della vetusta costruzione, cambiato l’asse di orientamento e trasformato il fianco sinistro in facciata dove si apre il portale con elegante protiro rinascimentale su mensole.

L’interno a tre navate, di belle proporzioni e con colonne monolitiche di arenaria ha le prime arcate scolpite su capitelli di tipo toscano; successivamente fu sopraelevata la navata mediana dotandola di ricchissimo soffitto intagliato, a cassettoni, del secolo XVII.

Numerose sono le opere pittoriche, le sculture e gli arredi conservati. Fra i quadri, una tavola cinquecentesca con la Madonna e Santi attribuita al Saccaccino, altra tavola cinquecentesca col Redentore di scuola toscana, la tela dell’abside con martirio di San Bartolomeo, opera eseguita da Adeodato Malatesta nel 1837.

Notevoli anche i due altari lignei seicenteschi del Rosario e dell’Addolorata e il coro.

San Bartolomeo – Organo – foto di Andrea Amidei

Ricchissimo l’insieme degli arredi sacri, dei paramenti e delle argenterie che formano indubbiamente il più importante complesso del genere nell’alto Frignano. L’opera più celebre è la croce in lamina di argento, detta di Fiumalbo, del 1494 firmata dagli orafi modenesi Antonio e Jacopo da Porto, che ha le figure degli Evangelisti, del Crocifisso e del Padre Eterno. Da segnalare anche una statuetta argentea della Madonna, opera romana del Borroni, e una sontuosa croce astile di argento sempre di produzione romana, datata 1747.


 

Oratorio di San Rocco

Sorge alle porte del centro. Il primitivo edificio dedicato al Santo risaliva al 1418, ma l’attuale è della prima metà del Cinquecento e presenta evidenti caratteri del Rinascimento toscano.

Un ambiente raccolto e misurato al quale si accede scendendo un paio di scalini attraverso la piccola porta. La caratteristica principale di questa opera la si comprende solo entrandoci all’interno, l’interezza delle pareti e delle volte è stata completamente affrescata nel 1535 dal pittore carpigiano Saccaccino Saccaccini in un’unica grande opera, l’impatto visivo è forte, l’occhio è invaso dal colore che risalta alla luce che filtra dalle finestre.
Gli affreschi, che sono datati e firmati, costituiscono un interessante esempio di pittura provinciale del Cinquecento.

Un Oratorio dedicato a S. Rocco è ricordato sin dal 1418 ubicato alle porte del paese secondo una consuetudine topografica locale intesa a scongiurare l’ingresso delle epidemie e pestilenze nel centro abitato. Originariamente, era di dimensioni più ridotte, edificato con struttura muraria più rustica, agli inizi del cinquecento la costruzione venne notevolmente trasformata ed ampliata nelle forme attuali. Con conci di arenaria perfettamente lavorati e in eleganti proporzioni rinascimentali, vari elementi architettonico decorativo rimandano ad analoghe testimonianze lapidee della chiesa di San Bartolomeo, come l’arcone d’ingresso decorato ad ovuli.

L’interno, coperto a volta a crociera, è interamente rivestito di affreschi, eseguiti nell’Agosto del 1535 da Saccaccino Saccaccini da Carpi, noto solamente per questo ciclo pittorico. La committenza che unisce comunità civile e religiosa, poiché vengono ricordati in due distinte epigrafi il Finanziatore del Comune di Fiumalbo e il massaro di San Rocco, determina il particolarissimo carattere del programma figurativo; curiosa la serie delle massime e proverbi latini nella zoccolatura a finto marmo nella parete centrale. Sopra l’altare, si vedono la vergine con il Bambino in gloria e sotto 5 Santi: Bartolomeo, Rocco, Maria Maddalena, Sebastiano e Giovanni Battista, nella parete sinistra la rappresentazione dell’Ascensione con teoria di Apostoli, mentre a destra l’assunzione ed altri Apostoli. Nella volta, suddivisa a scomparti, troviamo al centro il Padre Eterno e intorno otto Sibille. Si tratta di pittura provinciale, in cui i rimandi stilistici quattrocenteschi Umbro-Emiliani, unitamente ad una più dilatata dimensione spaziale rinascimentale, vengono rivissuti con originale e vivace linguaggio espressivo. Alcune citazioni colte, come l’insolita presenza delle sibille e il telaio architettonico entro il quale sono inserite, denunciano interessi formali e spaziali, nonché iconografici, già prettamente cinquecenteschi. Grandi restauri eseguiti nel 1978 hanno restituito il primitivo stato dell’interno, con la pulitura e il consolidamento degli affreschi. E’stato tolto il pavimento lastricato successivo e messo in luce quello antico più basso in coccio pesto, che ha permesso di ricostituire la dimensione spaziale dell’ Oratorio e, di conseguenza, la corretta visione prospettica degli stessi affreschi.

Chiesa di Santa Caterina

Edificata nella piazza a fianco della cattedrale, in origine faceva parte del convento delle suore Domenicane sorto nel 1579. La chiesa fu benedetta il 1° novembre 1601 dal Rettore Ottavio Lenzini, lo stesso che aveva ampliato la parrocchiale. Detta anche “dei Rossi”, perché sede fino a qualche tempo fa dell’omonima Confraternita, oggi ospita il Museo di Arte Sacra.

Museo di Arte Sacra

Situato nella piazza principale del paese, presso la chiesa di Santa Caterina, questo museo ospita una mostra di oggetti di culto tra i quali figurano paramenti, statue votive, dipinti, altari e tabernacoli provenienti dalle confraternite storiche del paese, quella dell’Immacolata, detta ‘dei Bianchi’, e quella del Santissimo Sacramento, detta ‘dei Rossi’. L’esposizione di testimonianze liturgiche è arricchita da diverse opere artistiche, tra cui una copia della Croce di Fiumalbo del 1400.

 

 

 

 

Sono raccolti dipinti, oreficerie sacre, paramenti e arredi liturgici tanto di arte colta quanto legati alla devozione popolare della montagna.

Fra le pale d’altare emerge una Madonna col Bambino e Santi  di Saccaccino Saccaccini, maestro del Rinascimento carpigiano.

Particolare interesse possiede la statua ottocentesca dell’Addolorata, con capo e mani in cartapesta e abiti in stoffa, che veniva esposta durante la Settimana Santa, secondo l’usanza dei “Sepolcri”.

Fulcro visivo è il grande tabernacolo a tempio sull’altare maggiore: scenografica architettura di legno dorato, è opera settecentesca della scuola dei Ceretti, intagliatori attivi nell’Appennino modenese e reggiano.

Scheda sul sito Musei della Provincia di Modena

Chiesa dell’Immacolata Concezione

La storia (sul sito del Comune di Fiumalbo)

Sorge anch’essa nella piazza, di fronte alla parrocchiale. Detta “dei Bianchi”, perché sede dell’omonima Confraternita, fu costruita nel 1516. L’attuale edificio è il risultato di una ristrutturazione ottocentesca con facciata di forme puriste che incorpora il vecchio portale che reca la data, ormai consunta, dalla vecchia fondazione.

Foto di Andrea Amidei
L’organo

 

 

 

 

 

Chiesa del Costolo

 

 

 

 

Collocata sul piazzale lungo la via Giardini, dove ha inizio la strada che porta al centro di Fiumalbo, l’attuale chiesa sorse nel 1730, sostituendo probabilmente una più modesta, ma assai venerata, cappella, risalente all’epoca del Rettore Ottavio Lenzini. Nel XIX secolo l’oratorio fu ampliato, e munito di una facciata con il portico ed un campanile in pietra lavorata, mantenendo, però, la struttura architettonica preesistente, visibile soprattutto nell’abside.

All’interno di particolare rilevanza troviamo, dietro ad un altare barocco in scagliola, un bassorilievo in stucco policromo rappresentante la Natività, attribuito alla scuola Begerelliana e risalente alla fine del cinquecento. L’8 settembre vi ha luogo la Festa della Madonna del Costolo, con Santa Messa. musica e gastronomia. All’interno, sopra il loggiato, si trova l’organo, un “Agati-Nicodemi” dei primi dell’Ottocento, uno dei tre della casa Pistoiese, gli altri due si trovano nella chiesa dei Bianchi ed in quella dei rossi. Tutti e tre sono accordati e funzionanti, come accordato e funzionante è il “Traeri” settecentesco della chiesa Parrocchiale

San Michele Arcangelo


 

Altri oratori sul territorio

Oratorio di Via Senarolo

Oratorio del Chioso

Sorge alla confluenza della strade dirette da Fiumalbo ai versanti di Montalecchio e Versurone.
Semplice cella rettangolare coperta a due spioventi. Sulla facciata troviamo la grande arcata di ingresso incorniciata da masselli spianati in arenaria, restringendosi al centro in modo da definire il vano della porta, secondo un disegno comune ad altri oratori.
Il paramento murario è in pietra, sul colmo un cippo piramidale con croce. Un concio sopra la chiave dell’arco, porta la scritta “Rifatta da Donato Donati 1741”, informando che l’opera è un rifacimento di un precedente edificio di culto.

 

 

 

 

Oratorio di Doccia

Fu eretto nel 1742, ampliato nel 1865; è dedicato a San Luigi Gonzaga.

 

 

 

 

Madonna detta “del Castagno”

Risale al 1773. Semplice cella rettangolare in pietrame a vista con facciata a capanna e apertura a forma di mezzaluna. La chiave dell’arco reca inciso il nome del sacerdote che ne promosse la costruzione: “D. Giovani Battista Bondi Benefattore 1773”. Elemento peculiare l’infisso recente in ferro, a forma di albero castagno, in sostituzione di quello originale.

 

 

 

 

Oratorio di Villa

Dedicato a Maria Ausiliatrice, costruito nel 1850 in luogo di una maestà del 1773 (i cui resti sono probabilmente quelli visibili nella corte interna della borgata a un lato della scala di accesso, per interessamento di Don Giovani Battista Colò. Tradizionale schema di facciata con portale trilitico affiancato da una copia di finestrelle e sormontato da una lunetta a forma di rosone. Sul tetto un campaniletto a vela rifatto in stile. E’ stato ben restaurato e fa parte di un caratteristico e suggestivo complesso con sottopasso che richiama le “voltine” del centro storico.

 

 

 

 

Oratorio di Faidello

Eretto nel 1845 e rimaneggiato negli anni ’50. E’ dedicato alla Sacra Famiglia. Succursale della parrocchia di Fiumalbo fino al 1966, si compone di una cella rettangolare a due falde, raccordata sul retro con il semicerchio absidale. La facciata ha una precisa geometri sottolineata dal triangolo incorniciato dal timpano che si sovrappone al rettangolo tra i cantonali in vista. Il portale è affiancato da una coppia di monofore, presenti abbinate anche sul fianco lungo la strada. L’edificio ha subito nel dopoguerra un restauro che lo ha privato dell’originario rivestimento in lastre di arenaria sostituite da un anonimo intonaco grigio

 

 

 

 

 

Oratorio di San Marco

Si trova in località Lago, lungo una vecchia strada di comunicazione tra Fiumalbo e l’Abetone, ora ricompresa nel Cammino di San Bartolomeo, tappa Fiumalbo – Cutigliano.
La facciata presenta un rosoncino monolitico con targa con disegno a losanga datata 1893 e con delle iniziali.
Tutti gli anni il 25 aprile in questo delizioso oratorio viene fatta una rogazione, ricordo di antichi riti di benedizione della terra. L’oratorio è di proprietà della signora Arpalice Lenzini che gentilmente lo mette a disposizione per questo antico rito.

Oratorio di San Giuseppe – Frescarolo

In località Castagno, poco sopra Frescarolo, l`antico oratorietto di S. Giuseppe  come quello vicino di Scuola è ubicato quasi sul ciglio stradale; è costituito da una semplice cella di modeste dimensioni. con facciata a capanna, al centro della quale si apre un portale ad arco che risulta anche l`unica apertura. Una foto di qualche anno fa evidenziava una grande croce ottenuta per traforo della parte superiore della porta, di legno ora andata perduta, che aveva anche lo scopo di arieggiare ed illuminare l`interno. Adesso la porta è aperta e chiusa da una grata.
Veramente insolita la fattura dell`arco, realizzato in due soli pezzi accostati al centro e lavorati a solchi paralleli molto distanziati; lo sormonta una pietra sagomata a cuneo con una scritta terminante con la data “1643”. Nello spazio sottostante un’iscrizione riporta la notizia di un restauro effettuato dal costruttore della fontana della vicina casa “Bianchi A.” nel “1929”. All`interno un’immagine di S. Giuseppe col Bambino.

 

Oratorio di Frescarolo

Nella borgata di Frescarolo, accostato ad una casa si trova un oratorio intitolato alla Beata Vergine e a San Gregorio.
Appartenente alla famiglia Nizzi, fu fatto costruire nel 1795 da don Gregorio Nizzi dietro licenza vescovile per fornire di un luogo di culto la località, vista la difficoltà di raggiungere il capoluogo senza un ponte sul Pistone.
L’architettura è molto semplice e risolta in facciata da un massiccio portale trilitico sormontato in asse da una finestra rettangolare provvista di inferriata. Sul colmo del tetto è collocato un piccolo campanile a vela, secondo la tradizionale tipologia ad archetto modanato in uso all` epoca.
Abbiamo incontrato nella borgata la signora Franca Nizzi che, con grande gentilezza, ci ha fatto visitare l’oratorio, fatto da lei recentemente restaurare e conservato molto bene.

 

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