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La Triennale del Venerdi Santo di Fanano

Torna venerdì 19 aprile 2019 l’appuntamento con la magia della “Triennale del Venerdì Santo” a Fanano. Ve la raccontiamo con le parole di Almo Pasquali.

di Almo Pasquali – foto di Agostino Arletti
(http://www.fanano.it/index.php/it/notizie-da-fanano/458-torna-la-magia-della-triennale-del-venerdi-santo)

LE ORIGINI

“La Triennale del Venerdì Santo di Fanano è indubbiamente una delle più antiche ed affascinanti manifestazioni religiose della nostra montagna.”
Scriveva in merito il nostro maestro Fogliani, appassionato cultore delle tradizioni locali, dovesse farsi risalire alle rappresentazioni dei “Sacri misteri” che ebbero origine nel 14° secolo in Francia, allo scopo di illustrare visivamente al popolo, allora in gran parte analfabeta, i Misteri della Passione del Cristo.

foto di Agostino Arletti
foto di Agostino Arletti

Ma – ci chiediamo noi oggi – come fecero queste spettacolari rappresentazioni a giungere fin qui dalla Francia, un paese tanto lontano da noi?
Non abbiamo documenti in merito, perciò non possiamo che fare delle supposizioni, basandoci sui tempi nei quali presero l’avvio e sulla situazione dei territori nei quali si svolsero.

A proposito del nostro territorio, è bene ricordare che Fanano era allora attraversato da una importante strada internazionale, la Via Romea-Nonantolana, che dal centro Europa e dal nord Italia portava in Toscana e a Roma, ospitava un prospero Monastero Francescano e che ancora prima (nel 749) vi era sorto un monastero benedettino, con annessi ospizi per i pellegrini, per volontà del longobardo Sant’Anselmo. Ciò premesso è da ritenere che qualche confratello o pellegrino di transito proveniente dalla Francia abbia parlato ai buoni frati, esaltando il nuovo metodo educativo in campo religioso adottato in Francia: i frati a loro volta lo avranno adottato con successo anche da noi.

Queste deduzioni, riteniamo siano confermate, anche se indirettamente, da documenti successivi, riferiti a quando la manifestazione si era pienamente affermata.
Rileviamo infatti da “La Valle del Leo” al capitolo La Pieve di Fanano, quanto scrive Mons. Giuseppe Pistoni rifacendosi ad antichi documenti:
….“Nel 1500, fors’anche prima, ogni otto anni, poi più frequentemente, si tenevano a Fanano Sacre rappresentazioni con tale concorso di gente che dovettero venire regolate anche con disposizioni di legge”.
E ancora, da “Notizie storiche del Frignano” di Cesare Campori:
“Alla rappresentazione della Passione eseguita il 9 Aprile 1586 in piazza, davanti alle case degli Ottonelli….a detta de vecchi, mai non si fece una tal Passione: Tutta la piazza e tutti i tetti di case…; in somma, non si vedeva che popolo e cielo e fu estimato che ci fossero cinquemila persone e più che non si creda…”

Da queste antiche note di cronaca appare evidente che la manifestazione veniva celebrata da tempo, ed aveva assunto tale notorietà e rilevanza, da dover essere regolamentata per legge.

È da tenere presente che allora la rappresentazione si svolgeva ricostruendo la vicenda della Passione in forma di sceneggiata, cioè con attori che impersonavano i vari personaggi, facendo in tal modo rivivere al popolo che vi assisteva il dramma del Cristo nella sua tragica realtà: diciamo, più o meno nel modo nel quale viene svolta ai nostri giorni a Frassinoro, anche qui ogni tre anni.
Non abbiamo notizia documentata di quando e del motivo del cambiamento: a noi è pervenuta soltanto la voce popolare, secondo la quale la sospensione della parte sceneggiata avvenne in seguito ad un clamoroso scandalo che si sarebbe verificato durante una delle manifestazione, e da allora non fu più ripresa, rimanendo per altro il grande apparato che l’accompagna, ma sostituendo gli attori con simulacri.

Ma veniamo alla celebrazione nella forma nella quale ci è pervenuta.

LA TRIENNALE DI OGGI

L’apparato, che accompagna la manifestazione dei nostri giorni, coinvolge la parte antica del paese, dalla Chiesa di San Silvestro al Poggiolo, suddiviso in otto contrade, rimaste le stesse nel tempo, nominate:
Chiesa, Gesù Morto, Piazza, Stradone, Poggiolo, Pianata, Fuoco, Piazzetta, ognuna delle quali ha come supporto un insieme di borgate e località anch’esse stabilite dalla tradizione.
L’apparato messo in opera ha una parte comune a tutte le contrade, consistente in colonnine rivestite di bosso unite da cordoni pure di bosso che si stendono sui due lati delle strade e delle piazze, lungo tutto il percorso; e da cordoni sempre di bosso che ad intervalli sovrastano il percorso fra una fila di colonne e l’altra. Dai cordoni un tempo pendevano lampioncini alla veneziana, oggi sostituiti da lampadine rivestite di carta color violetto.
Ogni contrada aggiunge a questa parte comune una sua propria, qui di seguito specificata:

La Contrada Chiesa: riveste di bosso le colonnine del sagrato della chiesa di San Silvestro e lungo la facciata; dalla croce che svetta sulla facciata vengono fatti scendere cordoni di bosso; nel piazzale antistante la stessa chiesa, viene eretto un Sepolcro, costituito da una cappelletta di sempreverde entro la quale viene esposta un’urna contenente il simulacro di Gesù Morto. Rivestiti di bosso anche i tronchi dei tigli del piazzale.
La Contrada Gesù Morto: nel tratto di via antistante Palazzo Pollacci (già Jacoli), erige la Cripta Verde, costituita da una “grotta” preceduta da una serie di colonne ed archi rivestiti di bosso: nella “grotta”, il pomeriggio del Venerdì Santo, sarà esposto il simulacro di Gesù Morto a grandezza naturale, conservato durante l’anno nella Cappella Fogliani che si apre sulla stessa via.
La Contrada Piazza: comprende l’intera Piazza Corsini; in essa la Fontana di Piazza viene rivestita di bosso e ornata di colonne, archi e cordoni pure di bosso fra i quali sono posti quadri raffiguranti scene della Passione.
Inoltre sopra la piazza vengono stesi a raggiera cordoni di bosso che fanno capo al centro sulla stessa fontana.
Lo Stradone: lungo l’intero percorso di Via Sabbatini, oltre alle dette colonnine unite da cordoni, vengono posti simboli diversi della Passione. Le suore Clarisse espongono alle finestre quadri di carattere religioso illuminati dall’interno in trasparenza.
Il Poggiolo: Piazza Ottonelli è caratterizzata da L’Orto dei Getzeman, costituito da un recinto di bosso con il piano ricoperto di muschio sul quale spicca una statua di Gesù orante. Anche le abitazioni che si affacciano su questa piazza espongono alle finestre immagini illuminate in trasparenza, e sopra alla piazza sono stesi a raggiera cordoni di bosso.
La Pianata: si stende dal Poggiolo a Via Pigna e comprende anch’essa una serie di iniziative a soggetto religioso.
Il Fuoco: è posto nel piccolo largo che si apre a sinistra di Via Pigna dopo la Pianata e prima della Piazzetta. Si tratta di un simbolo costituito da una colonna sormontata da una torcia ardente ed è, per antica tradizione, prerogativa della famiglia Calzolari.
La Piazzetta: l’intera area della piccola piazza Muzzarelli è occupata da un grande Calvario consistente in un rilievo ricoperto di muschio, al culmine del quale sono tre croci, da ognuna delle quali pende un telo bianco. A metà del pendio sono posti i simulacri di Gesù Morto deposto dalla croce, steso di traverso e, sui due lati, le statue della Madonna Addolorata e di San Giovanni Battista.

A coronamento, diciamo così, di tutto l’insieme, sulla Torre dell’Orologio e sulla Torre del Poggiolo, vengono istallate due grandi croci luminose visibili in tutta la valle.
Questo a grandi linee, lo scenario nel quale si svolge la manifestazione.

SVOLGIMENTO
La celebrazione dei Sacri Riti ha inizio alle ore 15,00 con la esposizione del Simulacro di Gesù Morto nella Cripta Verde, dove rimane esposto alla venerazione dei fedeli fino alle 18,30, quando sarà traslato nella chiesa parrocchiale, dove, alle ore 20, si svolgeranno i riti previsti dalla liturgia.
Al termine di questi, circa alle ore 21, ha inizio la solenne processione con il simulacro di Gesù Morto attraverso le contrade così addobbate e tenuemente illuminate. Durante il percorso sono previste soste con breve pausa di meditazione all’ Orto dei Getzemani del Poggiolo e al Calvario della Piazzetta; la processione si conclude col rientro al sagrato della chiesa parrocchiale dove il Sacerdote impartisce la solenne benedizione al popolo. Al termine il simulacro del Gesù Morto viene riportato nella Cappella Fogliani.
Tutte le fasi del pomeriggio e della sera si svolgono con grande solennità e con la partecipazione delle Confraternite nei tradizionali costumi, recanti i loro simboli distintivi.
L’apparato rimane montato solitamente durante tutta la settimana successiva alla Pasqua.

PARTICOLARITÀ
Vogliamo ricordare che le Contrade erano autonome e si tramandavano di generazione in generazione la parte di percorso loro assegnato, tanto che non risulta nessuno scritto sullo svolgimento della manifestazione.
Con il cambiamento dei tempi, avvenuto in particolare nella seconda metà del secolo scorso, la memoria si andava attenuando, per la qual cosa ho ritenuto opportuno documentare le origini e la storia, nonché l’apparato e lo svolgimento dei riti descrivendoli nel mio libro Voci del Passato, dove chi lo desidera potrà trovare gli approfondimenti del caso; altre notizie in merito ai cambiamenti avvenuti nel suo svolgimento, si trovano nell’altro mio libro fananese Minghin de Faber.

Nel 1962 si tentò di estendere la parte del paese coinvolta nella manifestazione alla Piazza di Sopra e a via Vittorio Veneto: gran parte del percorso rimase tuttavia scoperto, per cui il tentativo non fu più ripetuto.

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