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Le piccole borgate: Le Mandriole a Dogana Nuova

Due foto a confronto: ieri (1900) e oggi (2019)

Le Mandriole – 1900
Coll. I.Uberti – E’ Scamàdul
Le Mandriole – agosto 2019

 

 

 

 

 

 

 

 

Le Mandriole, a 1080m mt,  è il nome di una località amena innestata su un antico percorso che poco sopra Dogana si collega alla strada di Rotari e passo Giovo.
La casa, già proprietà della famiglia Santi, era dotata di un notevole oratorio pubblico, costruito nel 1735 dal sergente Pellegrino Santi e dedicato alla Madonna di Montenero, S. Vincenzo Ferreri e S. Antonio da Padova. Può essere considerato il capostipite di quella serie di oratori di campagna che verso la fine del settecento, dietro esplicita richiesta della popolazione locale, sostituirono la parrocchiale di Fiumalbo nell’esercizio delle funzioni domenicali; infatti, fino alla costruzione dell’oratorio di Dogana nel secondo dopoguerra, la messa domenicale per gli abitanti della frazione veniva celebrata a Mandriole.

Villa Maria Immacolata

Negli anni cinquanta la casa con il complesso dei fabbricati pervenne all’Azione Cattolica modenese che assieme a mons. Roberto Santi ne fece un centro di soggiorno, denominato “Villa Maria Immacolata”. Al momento presente il complesso appare abbandonato, ci dicono in attesa di essere acquistato. Sarebbe opportuno che venisse recuperato e utilizzato di nuovo, data la consistenza degli edifici e il notevole contesto ambientale.

 

Al centro si accede attraverso un suggestivo viale alberato che conduce in un vasto cortile occupato dalla vecchia casa, restaurata, che si compone di una prima parte a tre piani (inizialmente più bassa, poi rialzata nell’ultimo piano sottotetto, come si vede dal confronto delle foto attuali con una foto del primo 900) affacciata sulla strada e caratterizzata da un portale ad arco con chiave cuspidata decorata dal monogramma di Cristo e la data “1836”, sotto il nome del proprietario D. Antonio S. (Santi).

A questa casa è stata aggiunta una nuova ala di dimensioni analoghe – poggiante su un livello più elevato del cortile e risalente al “1863″‘, come recita una targa in facciata, ora sormontata da una nicchia marmorea con un`immagine della Vergine col Bambino – e un altro grande fabbricato posto ad angolo retto rispetto ai precedenti.

 

Sul lato opposto del cortile si trova una fontana con una grande pila per l`acqua collocata sotto un portichetto coperto con un`elegante arcata di disegno settecentesco coronata da una snella piramide terminante con una sfera. Alcune cartoline trovate in internet per fare il confronto con gli antichi splendori.

Del vecchio oratorio, ricostruito dalle fondamenta nel 1964, come recita una lapide, rimane una foto d`epoca (noi abbiamo trovato una cartolina e una vecchia foto dalla collezione Isora Uberti tramite l’Ass. E’ Scamàdul di Sestola) che documenta una solida costruzione con la tradizionale facciata a capanna sormontata da un campaniletto a vela che ora fa bella mostra su quello attuale. Sul fianco della nuova chiesa sono murate altre due lapidi appartenute all’ antico oratorio, una del 1819, molto corrosa, è forse attinente ad un restauro; l’ altra, del 1925, informa dell`origine dell’oratorio e ne attesta una “riedificazione” ad opera di mons. Luigi Santi e fratelli (lo stesso sacerdote cui si deve la ricostruzione della chiesa, del campanile e della canonica di S. Anna Pelago dopo la frana del 1896).

 

Il nome del luogo si riconduce all’eco-toponimo MANDRIA, che significava prima di tutto la porzione di terreno dove veniva portato il gregge stesso: un’accezione comune al lessico di tutta la pastorizia appenninica.
(Toponimi orali di area alto-italiana: una stratigrafia semantico-motivazionale, Francesco Benozzo)

Mandriole è il nome originario di Dogana. Nasce come nome di un campo, nei cui pressi è poi stata costruita un’abitazione, col tempo dopo la costruzione della nuova dogana ducale e del successivo sviluppo urbano attorno ad essa è nata “Dogana Nuova” che fino a 50/60 anni fa per gli abitanti della zona è sempre stata conosciuta come Mandriole, complice anche il fatto che a Mandriole era ospitato l’ufficio postale. (info by Andrea Nardini)

Fonti documentarie

“Insediamento storico e beni culturali. Il Frignano, Provincia di Modena 1998” (vol 2) – ed. Coptip

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