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L’orizzonte del Cimone

E’ incredibile la vastità del panorama che si può osservare dalla sommità del Cimone. Dal punto più alto si osservano 4/10 dell’estensione territoriale italiana, con un panorama che spazia dalle Alpi al mare. Entrando nello specifico, nei giorni limpidi si può osservare, verso sudovest, l’Isola d’Elba con il Monte Capanne nonché l’isola di Montecristo e le isole Gorgona e Capraia. L’orizzonte sudorientale è poi chiuso, al di là del Tirreno, dalle cime della Corsica tra le quali spicca ovviamente il monte Cinto (m 2710), massima elevazione dell’isola; il punto più meridionale osservabile è dato però dalle Aiguilles de Bavella nella parte più a sud della Corsica a pochi km in linea d’aria dalla Sardegna!

Il terrazzino del piccolo orizzonte
Il terrazzino del piccolo orizzonte

Passando all’orizzonte occidentale questo è parzialmente occultato dallo sviluppo dell’Appennino Settentrionale con i monti Giovo, Prado e Cusna e le Alpi Apuane (Pania della Croce, Altissimo, Tambura, Pisanino) ad impedire una vista estesa; è tuttavia sufficiente spostarsi con lo sguardo appena più a destra di queste cime per ritrovare orizzonti e cime molto lontane. Quando è limpido l’orizzonte è infatti delimitato dalle Alpi Marittime al confine tra il Piemonte e la Francia; da rilevare la visione del Monviso (oltre 3800 m) famoso per le sorgenti del Po. Volgendo a nordovest l’occhio si sposta in Valle d’Aosta e raggiunge vette che varcano i 4000 metri tra cui il Gran Combin, il Cervino e il Rosa (m 4633 – massima cima visibile dal Cimone) quindi, volgendo ulteriormente a destra, sconfiniamo addirittura in Svizzera con la visione di molte cime del Canton Ticino sino ad esempio all’Aletschhorn. L’orizzonte prosegue verso settentrione con il Bernina (m 4052) e le vette delle Alpi Orobiche. Volgiamo ancora più a destra passando in territorio trentino con le Dolomiti di Brenta (Cima Tosa – m 3152) e il Bondone (Monte Cornetto).

il culmine!

Le Dolomiti impediscono la vista delle vette dell’Alto Adige con la massima sommità del gruppo, la Marmolada (m 3342) osservabile distintamente. A nordest l’occhio si sofferma sulle vette del Friuli tra le quali ricordiamo lo Jof di Montasio e il Mangart; la particolare posizione del Cimone permette di arrivare a scorgere la massima elevazione della Slovenia: il Triglav (Tricorno). Volgendo ancora più a destra arriviamo infine ai confini orientali dell’orizzonte visibile: al di là del Mar Adriatico si notano le cime dell’Istria, in territorio un tempo italiano, oggi croato. Si nota, come ultima cima a destra, il monte Maggiore massima elevazione istriana, mentre appena più a sinistra si raggiunge l’estremo limite orientale dell’orizzonte con il Monte Nevoso, un tempo attraversato dal confine di stato italiano. Tutto il lato sudorientale dell’orizzonte non mostra cime essendovi il “corridoio” occupato dal Mar Adriatico. Ritroviamo infine, volgendo ancora più a destra, diverse cime questa volta dell’Appennino Tosco Romagnolo con San Marino, il Falterona e il Carpegna. Ancora una volta, la particolare angolazione, concede sconfinamenti in territorio marchigiano con i monti Catria e Cucco e, addirittura, fino ai Sibillini con il monte Priora. Il punto più distante osservabile a meridione è dato però dal Terminillo in Lazio quindi notiamo diverse elevazioni toscane la più alta delle quali è l’Amiata. Ritorniamo infine al Mar Tirreno con l’arcipelago toscano a termine del nostro “giro” d’orizzonte. Tra le città visibili ricordiamo Ferrara, Ravenna, Forlì, Bologna, Modena, Reggio e Parma in Emilia Romagna; Milano, Bergamo, Brescia, Mantova e Cremona in Lombardia; Verona, Rovigo, Treviso e Venezia in Veneto e infine Firenze e Siena in Toscana.

il terrazzino com'era prima del restauro nel 2014
il terrazzino com’era prima del restauro nel 2014
Mappa del grande orizzonte, visibile all'interno della stazione militare, da cui è stato tratto il disegno sul terrazzino
Mappa del grande orizzonte, visibile all’interno della stazione militare, da cui è stato tratto il disegno sul terrazzino

Contrariamente a quanto si legge in alcune pubblicazioni, non è visibile Roma in quanto occultata dalle cime della Toscana meridionale.

L’ultima necessaria precisazione è relativa al fatto che abbiamo descritto un orizzonte osservabile solo teoricamente: in realtà è piuttosto difficile che l’orizzonte si presenti completamente sgombero in tutte le direzioni. La presenza di foschie o nebbie in certe direzioni possono occultare almeno in parte l’immenso panorama di vetta. Occorre comunque sottolineare che le giornate più limpide si hanno senz’altro d’inverno quando soffiano forti correnti settentrionali o nordorientali a ripulire l’aria dall’umidità e dalle impurità. In altri casi è il fohen a rendere l’atmosfera molto secca e limpida; in queste situazioni non è così raro arrivare a scorgere le Alpi e il Mar Tirreno.

La mappa attualmente rappresentata, rifatta e inaugurata a settembre 2014, sostituisce quella realizzata esattamente 10 anni fa, ormai illeggibile, in collaborazione fra 27° Reparto Genio Campale ed il C.A.M.M. e dipinta a mano dall’Ing. Alfredo Galassini, nipote ed omonimo di quell’Ing. Galassini che, nel 1936, pubblicò su un opuscolo del CAI di Modena uno studio comprendente il disegno di due mappe che raffiguravano su due scale differenti il famoso panorama visibile dalla vetta del Monte Cimone.

(testi tratti da
www.clubaquilerampanti.it/cimone.htm
http://www.aeronautica.difesa.it/)

CAMM Cimone

Sul Monte Cimone ha sede il CAMM – Centro A.M. di Montagna, un Ente del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare dipendente dal Centro Nazionale di Meteorologia e Climatologia Aeronautica (CNMCA) di Pratica di Mare (Roma). La sua attività operativa si svolge prevalentemente qui, a 2.165 m di quota, all’interno del parco del Frignano, da dove è possibile osservare un panorama a 360° che copre quasi metà del territorio nazionale (120.000 Kmq).

 

Le attività svolte dal Centro riguardano principalmente la meteorologia operativa, il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico e le telecomunicazioni.

 

 

 

 

 

 

La stazione meteo, funzionante ventiquattrore su ventiquattro con regolarità dal 1946, fornisce dati utili alla navigazione aerea, alle attività di previsione meteorologica ed agli studi di climatologia. Nel campo delle telecomunicazioni il Centro svolge un ruolo importantissimo, sia in ambito militare che civile, grazie alle apparecchiature tecnologicamente all’avanguardia di cui dispone. Il C.A.M.M. partecipa a diversi programmi internazionali nell’ambito del rilevamento delle concentrazioni di gas atmosferici e collabora con diversi istituti di ricerca ed università italiane e straniere.

Dal 1937, l’attività svolta ha riguardato il settore dell’assistenza al volo, le telecomunicazioni, le misure meteorologiche ed ambientali.

Postazione per la misurazione dell’Anidride Carbonica (CO2)

Dal 1975, si misura l’ozono stratosferico, dal 1979 l’anidride carbonica (prima stazione in Europa) e dal 2012 il metano in atmosfera. Dal 2011 è una delle 29 stazioni globali al mondo all’interno del programma internazionale Global Atmosphere Watch dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale.
Da alcuni anni il C.A.M.M. partecipa anche al programma europeo CARBOEUROPE con l’obbiettivo di identificare le sorgenti ed i pozzi di anidride carbonica a scala regionale in Europa, nell’ambito dell’attuazione delle direttive previste dal protocollo di Kyoto.

 

 

 

Osservatorio Ottavio Vittori

Sul Cimone si trova anche il laboratorio del Cnr “Ottavio Vittori” (fondatore e primo Direttore dell’Istituto FISBAT, ufficiale del Servizio dell’Aeronautica Militare, Comandante dell’Osservatorio del monte Cimone negli anni Cinquanta ed uno degli scienziati che più hanno contribuito allo sviluppo della fisica dell’atmosfera nel nostro Paese), ospitato nell’ex rifugio CAI Romualdi
L’attività di ricerca del CNR sul monte Cimone iniziò negli anni Ottanta nei locali dell’ex Rifugio C.A.I., assegnati all’Ente da una convenzione stipulata tra l’Istituto per lo Studio dei Fenomeni Fisici e Chimici della Bassa e Alta Atmosfera del CNR (FISBAT) di Bologna e il Comando della I Regione Aerea dell’Aeronautica Militare. L’attività prese l’avvio con studi inerenti alla radiazione atmosferica, alla fisica del ghiaccio, alla nebbia e visibilità al gas in traccia e particelle. Nel 1996 il CNR ha ristrutturato il laboratorio; in questa occasione i sistemi di misura sono stati automatizzati per permettere un controllo a distanza (dall’Istituto FISBAT) del loro funzionamento e delle relative misure.

 

 

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