Montalbano di Zocca – il borgo dei presepi

Montalbano di Zocca è un piccolo paesino arroccato su un colle ai piedi del Monte della Riva nei pressi di Zocca – nell’Appennino modenese, quasi al confine con la provincia di Bologna – all’interno del Parco dei Sassi di Roccamalatina.

Il paese è caratterizzato da una mostra di presepi diffusa nel paese – dall’8 dicembre al 31 gennaio di ogni anno (la rassegna è giunta quest’anno alla 12^ edizione) –  a cura della Associazione Culturale Compagnia del Borgo di Montalbano.

Storia

Il borgo è nominato per la prima volta nella dedizione del 1197 al Comune di Modena. Nel 1306 i Capitani di Montalbano sono annoverati nel Libro delle famiglie nobili e potenti di Modena. Tornato sotto il dominio diretto degli Estensi, Montalbano fece parte della Podesteria di Montetortore dalla quale venne distaccato nel 1629 per essere infeudato prima al marchese Giovanni Maria Barbieri Fontana poi al marchese Bellincini. Nel 1637 divenne feudo dei Montecuccoli sotto i cui discendenti rimase fino alla fine del XVIII.

Montalbano di Zocca – la chiesa

Il borgo antico è di rara suggestione: l’interno della chiesa, dedicata a Santa Maria Assunta e ricostruita nel 1757,  è un delicato esempio di architettura settecentesca. Presenta tre navate e vi sono conservati battistero in arenaria e legno del 1614, tele del ‘600, pregevole altare in scagliola con porticelle laterali del 1716, statuette in marmo bianco del ‘300.

 

 

Canonica e torre campanaria

L’attigua canonica risale al secolo XVI, mentre la nuova canonica, con porticato settecentesco, alla sommità del borgo, fu realizzata nel secolo XVII sui resti del’antico castello. Attualmente ospita un ristorante con affittacamere, in una location veramente intrigante.

La torre campanaria è del ‘600, all’interno vi è conservata una campana del 1482 con bassorilievi.

 

 

Il Cimone dalla piazza della Chiesa

Montalbano è da sempre il paese “dalla terra pendente” forse perché le case dell’antico borgo si arrampicano quasi in verticale alla parete sud del Monte della Riva. Da questo borgo si ammira uno stupendo panorama: a nord i boschi che risalgono la Riva mentre a sud lo sguardo spazia oltre la valle del Rio Missano e arriva fino al crinale dell’appennino tosco-emiliano, dominato da Corno alle Scale e Monte Cimone.

 

 

Si segnalano un’abitazione del ‘500, con un portale ad arco a tutto sesto in mattoni, recante sopra la volta un bassorilievo che raffigura uno stemma; di notevole pregio il portichetto in legno, sorretto da esili colonne in arenaria con capitello finemente scolpito.
Adiacente al cimitero troviamo l’oratorio di Via Piana. L’edificio, con antistante portichetto, presenta ancora il portale di arenaria riccamente decorato, su cui si legge la data 1636, di notevole pregio; di lato all’oratorio è situato il cimitero con un portale d’accesso della stessa epoca. La chiesetta è intitolata alla Beata Vergine per la Salute degli Infermi. Infatti, venne edificata nel 1636 a ringraziamento per la fine dell’epidemia di peste del 1630-32, che a Montalbano, come altrove, sterminò circa il 40% della popolazione.

 

Oratorio di Via Piana

 

 

 

 


 

Dove mangiare

Alla Canonica

Proprio nella vecchia canonica, un posto delizioso alla sommità del paese. E’ anche locanda, quindi ci si può fermare anche a dormire.

Ingresso
Uno sguardo all’interno
Il loggiato

 

 

 

 

 

 

Il Cantacucco – Missano
Ottimo ristorante tradizionale, dove si possono gustare crescentine e soprattutto i “borlenghi” cotti nel “sole”, secondo alcuni i veri borlenghi, tipici appunta della zona che va da Guiglia a Vignola e Zocca.
Dall’antipasto al dolce, passando per il pane, tutto è fatto in casa. Le materie prime continuano ad essere selezionate in loco, compresi alcuni presidi slow food. Selvaggina, formaggi, funghi, carni di Mora romagnola, farina di castagne, polli e conigli: ad esclusione dei periodi in cui la disponibilità è scarsa, tutte le materie prime vengono prodotte o allevate a pochi chilometri da Missano. Tra i fornitori ci sono l’azienda agricola Cà Lumaco per le carni e il caseificio di Rosola per i formaggi, mentre le verdure provengono dall’orto di famiglia.

Il caminetto
Il borlengo
Lo zampone con purè e salsa verde

 


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