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Oratorio della Madonna del Caio a Castello

Sulla vecchia strada dell’Alpe, che dall’abitato di Castello, frazione del comune di Riolunato,  conduceva verso il Monte Cimone, l’oratorio della Madonna del Caio sorge a testimonianza di una comunità particolarmente vivace, devota e prospera.

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L’oratorio, di origine quattrocentesca, è la “Cappella Sistina” dell’Appennino: all’interno è presente un ciclo di affreschi unico, datati 1516, che raffigura i santi patroni delle frazioni di Riolunato.

L’edificio, in pietra arenaria, presenta al suo interno un percorso semicircolare che ruota attorno all’altare, con affreschi raffiguranti la Madonna con il Bambino tra i santi Martino e Lorenzo: tale corridoio è un raro esempio, per l’Appennino Tosco-Emiliano, di percorso penitenziale, probabilmente aggiunto nel XVII secolo.

La parte più antica, il nucleo rettangolare affrescato, è databile intorno ai primi anni del 1500.

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Nella parete di fondo, sull’altare lapideo, si nota l’affresco della Madonna con il Bambino ignudo in braccio, seduta su un ampio trono realizzato con una struttura architettonica. Ai lati sono presenti le raffigurazioni, sulla sinistra, di San Martino Vescovo, patrono della frazione di Castello (o, forse, di San Geminiano Vescovo, patrono della diocesi di Modena), e, sulla destra, di San Lorenzo Martire, patrono della frazione di Serpiano. In basso, sul lato destro dell’affresco, si notano alcune lettere di difficile interpretazione, probabilmente le iniziali dell’ignoto autore del pregevole affresco. Si tratta dell’opera di un ottimo artigiano di cultura emiliana, in cui si riconoscono influssi bolognesi del Francia e del Costa, interessi veneti da un lato e dall’altro un decorativismo preso di peso dai pittori romagnoli raffaelleschi.

Sulla volta a botte sono raffigurati, in riquadri separati da fini grottesche su fondo giallo dorato, i quattro Evangelisti, mentre al centro della volta compare l’affresco dell’Eterno Padre nella Gloria.

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Il restauro dell’Oratorio, promosso dal Comune di Riolunato e sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, ha consentito di reintegrare all’esterno le parti di intonaco mancanti, di ricostruire completamente la copertura, pur riutilizzando le travi e le pietre di arenaria esistenti, e di contrastare il cedimento dell’edificio su uno dei lati.

All’interno l’intervento ha comportato una pulitura accurata e un consolidamento degli affreschi.

Si sono inoltre restaurati l’altare in pietra, su cui si può oggi notare la presenza di un monogramma mariano di cui non si conosceva l’esistenza, e altri arredi.

 

Giuliano Pasquesi ci fornisce gentilmente queste informazioni:

Negli anni ’80 collaborai coi riolunatesi che spinsero per il restauro! E ci riuscirono (grazie alla Fondazione cassa Risparmio Modena) ! Questa era la situazione prima del 2002:
RIOLUNATO – Le infiltrazioni a causa delle piogge prima
verili hanno ulteriormente peggiorato la situazione dell’oratorio della Madonna del Caio a Riolunato, di cui i fedeli ora temono cedimenti strutturali. “L’acqua che si infiltra dal tetto e dalle strutture portanti -dicono- rende urgente un intervento delle Belle Arti, sotto la cui tutela è posto l’edificio.” E’ infatti a rischio una delle più raffinate opere rinascimentali dell’Appennino Modenese costituita dagli affreschi di questo oratorio a Castello di Riolunato, risalente al 1516. Le pareti dell’oratorio sono state affrescate da un ignoto pittore, che si ispirò al Francia. Una leggenda addirittura narra che l’autore sia il Caravaggio, fuggiasco, che dipinse l’oratorio per ringraziare dell’ospitalità ricevuta in zona. Particolare importanza ha la “Madonna col Bambino e Santi”, ritenuta una delle più pregevoli opere d’arte della nostra montagna. Dopo alcuni cedimenti nell’antico oratorio, dal 2000 si stanno verificando pericolose infiltrazioni d’acqua che rischiano di rovinare gli affreschi. A tale scopo il Comune di Riolunato ha avvisato a suo tempo la Soprintendenza per i beni artistici e storici di Modena ed che si era impegnata a predisporre un progetto di restauro. Intanto i fedeli della località, tra cui molti bambini, che tutte le sere si recano nell’oratorio per la recita del Rosario del mese di maggio, guardano con crecente preoccupazione l’allargarsi delle crepe nei muri e nel tetto, e delle macchie d’umidità verso l’affresco. Due anni fa si era tenuto a Riolunato un corso della Scuola Edile di Modena per la formazione sugli intonaci storici, per approfondire le tecniche e le lavorazioni tradizionali ed applicarle su edifici di particolare pregio del territorio provinciale. Parte delle ore dedicate alla “pratica” furono dedicate all’oratorio di san Rocco, di cui occorre ora completare il restauro. Nell’occasione furono evidenziate le numerose “emergenze” di beni culturali da restaurare nel nostro Appennino. (G.P.)

Grazie a Mirella Zinanni per avermi fatto conoscere questo gioiellino

Testo tratto dal sito del B&B Il seccatoio – da una pagina che ora non è più in linea

Una risposta a “Oratorio della Madonna del Caio a Castello”

  1. Non conoscevo l’importanza e la bellezza degli affreschi che avevo solo intravisto di passaggio. Mi auguro che venga tenuto nella dovuta attenzione la cura di questo gioiello del mio comune.

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