Pian del Falco – Sestola

Pian del Falco è collegato a Sestola sia da una comoda strada che da una seggiovia: è considerato, per il suo vasto panorama  il balcone dell’Appennino modenese. Caratteristico nucleo abitato di montagna, si trova ai piedi del monte Calvanella,  a 1.350 mt slm

L’oratorio
Hotel Calvanella

 

 

 

 

 

 

In estate, così come in primavera ed in autunno, Pian del Falco è il posto ideale per vivere a contatto con la natura e godere di una vista bellissima sulla pianura modenese approfittando della possibilità di praticare tanti sports. Luogo ideale per gli amanti della MTB  o dell’escursionismo poiché situato nel cuore del Cimone Bike Park e ottimo punto di partenza per bellissimi trekking a piedi. E in pochi minuti è possibile raggiungere l’Adventure Park Cimone.

Il noleggio MTB

 

 

 

 

 

 

 

Nel bellissimo grande prato si trova un grazioso oratorio

Oratorio, interno
L’oratorio

 

 

 

 

 


(Ringraziamo l’associazione E’ Scamàdul di Sestola, e in particolare Emilio Balboni, per il testo che segue e le informazioni sulla storia di questa località. Le foto antiche sono tutte tratte dagli archivi di E’Scamàdul, quelle attuali sono di A. Romagnoli)


“Grazioso villaggio in stile alpino, sorto a ridosso del primo Rifugio (lo Chalet) nel 1930; si è sviluppato nel dopoguerra in seguito alla costruzione della seggiovia di collegamento con il capoluogo (Sestola). Oggi, nonostante il successo della stazione sciistica di Passo del Lupo, non ha perso il suo fascino ed considerato, per il suo vasto panorama, il balcone dell’Appennino modenese.”

Così nel 1996 descrivevano brevemente Pian del Falco Emilio Balboni e Urbano Galli autori di un libro fondamentale per la conoscenza della storia turistica di Sestola e del suo territorio.
(L’AZIENDA 1927-1986: Cent’anni di turismo attraverso la storia e l’attività dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Sestola, Cooperativa E’ Scamàdul Sestola, 1996.)

Ma la sua storia è molto più lunga e variegata, dalla primitiva denominazione di “Pian del faldo” e dalle numerose trasformazioni ad una, forse faticosa, ricerca di una identità perduta (destino comune a tante piccole realtà turistiche montane)

 

 

 

 

Pian del faldo, solo prati, praterie e pascoli, è frequentato da pastori, qualche raro viandante, cacciatori, animali. Qualcuno costruisce anche un fienile con teggia e un ricovero per il bestiame lungo la mulattiera che dal pianoro porta sul crinale del Monte Calvanella, al Monte Ardicello e al Passo Serre per continuare fino al Cimone. Ma il turismo è nell’aria e, alla fine degli anni Venti, la Forestale apre una strada vera e propria per collegare Sestola al vivaio forestale del Lago della Ninfa.

Baita del Sole

Sono anni di rimboschimento; il paesaggio si trasforma da pascoli a pinete, abetine, larici. Il territorio cambia radicalmente e si adatta velocemente alla nuove esigenze economiche del paese. Ed è un susseguirsi di opere, scelte, politiche ed imprenditoriali, che portano Pian del faldo al centro dell’utilizzo turistico della zona a monte di Sestola. Prima il nome, subito ribattezzato in un più spendibile Pian del Falco, come era successo al Lago dei Budaloni, poi Ninfa, e come accadrà a Passo del Lupo a sostituire un banale Colle I Mezzi.

 

rifugio pian del falco

Lo châlet lungo la nuova strada, costruito all’inizio degli anni Trenta da una cordata di imprenditori modenesi col sostegno del Comune di Sestola, ribattezzato velocemente Rifugio Pian del Falco, diventa il fulcro per il lancio e il consolidamento della pratica degli sport invernali. Nascono prima i campi da sci, utilizzando i vecchi pascoli, e poi le prime strette piste sfruttando vecchi sentieri in mezzo ai boschi, ma la carta vincente è il Monte Calvanella che si presta per gare a tutti i livelli.

La seconda Guerra mondiale interrompe lo sviluppo del nuovo insediamento quando era già in aria, sulla scia dell’Abetone, la realizzazione di una slittovia.
La rinascita comunque è frenetica e pochi anni portano ad una completa trasformazione della zona lanciando Pian del Falco, e quindi Sestola, fra le primarie stazioni emiliane di sport invernali e non solo.Il rifugio restaurato ospita sempre più villeggianti anche in estate alla ricerca di aria buona, un vasto panorama, di boschi e di sentieri. Gli artefici sono molteplici: dalle amministrazioni comunali e, soprattutto, dalla locale Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo, a diversi imprenditori privati locali e non.

Nasce nel 1949/50 la seggiovia Sestola Pian del Falco, la prima in Emilia Romagna, subito o assieme nascono le piste: Rossa, Blu, Verde (lungo la strada).

 

 

 

 

Nasce l’Albergo Baita del Sole con terrazzo panoramico, salone da ballo etc, che ingloba il vecchio Rifugio.

 

 

 

 

 

Albergo Rifugio Calvanella

La Locanda Alpina  diventerà l’Albergo Rifugio Calvanella, più volte ampliato e tutt’ora in attività.
E’ stato gestito dal 1950 al 2013 dalla famiglia di Barbara Milani, ex atleta della nazionale A di slalom, Maestra di sci alpino, allenatore ed istruttore nazionale. Oggi gestito da Paola Paladini, continua ad accogliere la clientela in un clima curato e familiare. L’hotel offre camere semplici e confortevoli e un ristorante ricco di piatti tipici della tradizione emiliana. E accetta gli animali!

Hotel Cavanella una volta
Hotel Calvanella

 

 

 

 

 

 

Hotel Calvanella
Hotel Calvanella – stupendo angolo vintage

 

 

 

 

 

 

I ricordi di Barbara Milani

 

 

 

 

 

 

Sentieri e piste da sci

Nasce il villaggio alpino formato da numerose baite per ospitare un nuovo turismo d’élite.

Le famose casette con tetto rotondo
le casette rotonde adesso

 

 

 

 

 

 

Nascono i sentieri, voluti, sistemati e curati dall’Azienda turistica. Nascono i primi timidi skilift, seguiti dalla lunga sciovia che porta sulla Calvanella. Un nuovo mondo che si apre agli sport invernali, piste più lunghe che vengono allargate e ospitano gare sempre più importanti.

anno 1969
seconda meta anni 70

 

 

 

 

 

 

Negli anni Cinquanta Pian del Falco consolida la sua fama e diventa il fulcro del turismo invernale. Nasce la Scuola di Sci, nuovi impianti di risalita; il nuovo Albergo-Ristorante Due Scoiattoli e la nuova zona residenziale della Gondolina (nuova, ma in effetti la più antica). Negli anni Sessanta nuovi insediamenti residenziali mantengono lo stile originario del Villaggio Alpino.

Due scoiattoli
dal terrazzo di una delle villette

 

 

 

 

 

 

Ma, aumentando le esigenze del turismo invernale, alla ricerca di una zona ancora più in quota dove poter sciare più a lungo e su nuove piste, con la costruzione della Funivia del Cimone nasce e si espande velocemente la nuova stazione di Passo del Lupo. Pian del Falco convive egregiamente negli anni del boom sciistico degli anni Settanta ma, per tante motivazioni e scelte politiche, si deve poi arrendere a diventare una stazione di collegamento, se non di transito, con Passo del Lupo.

Pian del Falco comunque resiste e si reinventa stazione per lo sport delle mountain bike e Downhill, con piste di vario genere e come base per la partenza dalla Calvanella prima dei deltaplani e poi dei parapendio. Grazie ai pochi imprenditori privati, che hanno resistito, e alle nuove generazioni di proprietari delle ville che sono tornati orgogliosamente ad abitare nelle ville di genitori e/o nonni.


Nonostante lo scempio architettonico che ne è stato fatto in una parte, abbattendo gli storici edifici del Rifugio e della Baita del Sole per rimpiazzarli con costruzioni molto discutibili e tuttora non utilizzate (n.d.r.).

Foto di Francesco Labarbera
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