Sestola, il castello

Da un alto sperone di roccia, il Castello domina il paese di Sestola. Viene segnalato fin dal 753 D.C. ma si presume risalga ad età più antiche. Fu sede del Governatorato della Provincia del Frignano durante la signoria degli Estensi.

Vista del castello dalla Piazza della Torre
Vista del castello dalla Piazza della Torre – Foto dell’estate 2015 con la cabina della funivia
La rocca (foto di Antonella Romagnoli)

 

 

 

 

 

 

 

La struttura difensiva è contraddistinta da possenti mura cinquecentesche che circondano il complesso al quale si accede da tre portali d’ingresso.
L’area è suddivisa in due parti, il “Borgo” e la “Rocca”. Del Borgo fanno parte gli edifici militari e di servizio (da segnalare i quartieri dei soldati, le prigioni, la Palazzina del Comandante e l’oratorio); della Rocca invece facevano parte le strutture governative e amministrative.
Degna di nota in quest’ultima è la Torre dell’Orologio (del 1572) e la Torre vera e propria

foto Alessandro Cappellini
foto Alessandro Cappellini
Foto @Intornoalmontecimone
La Torre dell’orologio

 

 

 

 

 

 

L’antica rocca, così come ci appare oggi, è stata ricostruita verso la metà del XVI secolo, ma è di origini molto più antiche: il primo documento in cui si nomina il castello di Sestola è il Diploma di Astolfo del 753 d.C., col quale il re dei Longobardi faceva dono del Castrum Sextulae (l’attuale Sestola) e dei territori adiacenti all’Abbazia di Nonantola, allora fondata da sant’Anselmo. Nel XIII fu teatro di scontri e assedi tra modenesi e bolognesi, Sestola era già un piccolo comune autonomo. Dal 1337, grazie alla sua posizione centrale e facilmente difendibile la fortezza fu sede del governatore del Frignano nominato dagli Estensi.

Al decadere della capitale del Frignano, nell’Ottocento, il castello fu trasformato in penitenziario, che rimase in attività fino al 1866.

Sul finire del XX secolo la rocca subì un’ulteriore trasformazione ospitando un osservatorio meteorologico e un Istituto estivo per la cura dei bambini.

La Rocca, attualmente di proprietà del Comune di Modena, ospita d’estate diverse attività culturali. L’interno della Rocca è sede del Museo della Civiltà Montanara e del Museo degli Strumenti Musicali Meccanici. La visita all’interno delle mura con vista esterna del borgo, della chiesa e della rocca, è sempre possibile anche in inverno. E’ sempre aperto anche il parco sopra e sotto le mura.

Il finestrone del castello
Parco della Covetta

 

 

 

 

 

 

 

castello_Cartolina
dalla pagina Facebook E’Scamàdul
La scalinata che dal centro del paese sale al castello
La scalinata che dal centro del paese sale al castello (dalla pagina Facebook E’Scamàdul)

 

 

 

 

 

 

 

Qui sotto un bel pieghevole che descrive la visita alla rocca

Depliant rocca 1
Depliant rocca 2

 

 

 

 

 

 

 

Il pieghevole in PDF

L’ingresso alla rocca (con visita ai musei, mostre e torre) è a pagamento al prezzo di € 4,00 per adulti, gratuito per bambini fino agli 11 anni. Sono possibili visite guidate al castello, comprensivo dei musei, per scuole e gruppi su prenotazione, contattando lo I.A.T. 0536/62324.

Luglio e Agosto: tutti i giorni 10:30-13 e 16-19.
Altri mesi: in genere le domeniche e i festivi dalle 10.30 alle 16.30
(verificare presso IAT Cimone – Ufficio Turistico)


Info:
IAT del Cimone Corso Umberto I n° 3 – 41029 Sestola (MO)
Tel. 0536/62324 – Fax: 0536/61621 Email: [email protected]

Associazione Culturale E’ Scamàdul di Sestola
via Panorama, 11
[email protected]

Accessibilità: a piedi dal centro di Sestola o dal sentiero che passa dal Parco della Covetta (n.10); accessibile in auto con permesso
Prenotazioni e visite guidate   Via Corso Umberto I   41029  Sestola MO
Telefono   0536/62324
Fax   0536/61621
eMail   [email protected]

Visite guidate: Associazione E’ Scamàdul
Via Panorama 11, Sestola (Mo)

[email protected]
[email protected]
334/5790386 Gionata Magnani

I.A.T. 0536/62324

I musei del castello su Facebook

(link ai nostri album fotografici)

  1. Museo della civiltà montanara
  2. Museo degli strumenti musicali meccanici
  3. Teresina Burchi Reiter

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