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Sestola

Sestola (Sèstula, in dialetto sestolese) è un comune di 2.621 abitanti della Provincia di Modena.
È situata nel Parco del Frignano ed è dominata dalla mole del Monte Cimone (mt 2165) e da altre montagne facenti parte del crinale spartiacque tosco-emiliano. Il suo territorio si estende dai 321 m. del Fondovalle Scoltenna ai 2165 m. del Monte Cimone, con una diversa strutturazione ambientale secondo l’altitudine. La zona a monte, attraverso gli insediamenti turistici di Pian del Falco e Passo del Lupo, culmina nella vetta del Cimone, la più alta di tutto l’Appennino Settentrionale  e importante stazione della flora appenninica..
Il capoluogo si trova in posizione mediana (1.020 m s.l.m.), mentre a valle si allarga la vallata del rio Vesale divisa fra le frazioni di Casine, Castellaro, Rocchetta Sandri, Roncoscaglia, Vesale e i dintorni di Poggioraso.
Sestola è la più celebre località turistica invernale dell’Emilia Romagna per via della vicinanza alla stazione sciistica del Monte Cimone, la principale dell’Emilia-Romagna e una delle maggiori nell’Appennino.

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Sestola, rocca, particolare
Il castello
Il castello

 

 

 

 

 

 

 

Sestola dall'alto, foto di Ruggero Baldaccini
Sestola dall’alto, foto di Ruggero Baldaccini

 

 

 

 

 

 

 

 

La parte vecchia del paese sorge a ridosso di un alto sperone roccioso sul quale sorge l’antica Fortezza, ricostruita nella seconda metà del 500, e la cui importanza strategica, posta al centro del Frignano a guardia delle vallate dello Scoltenna e del Leo, ci fa presumere come le sue origini risalgano molto addietro nel tempo. Lo stesso nome di Sestola è, quasi certamente, di derivazione romana e va collegato ad un Sextus cui venne affidata questa terra. La sua storia scritta inizia con la conquista dei Longobardi; il primo documento, infatti, in cui si nomina il suo Castello è il Diploma di Astolfo del 753 d.C., col quale il re dei Longobardi faceva dono del Castrum Sextulae e territori adiacenti all’Abbazia di Nonantola, allora fondata da S. Anselmo. All’epoca dei Comuni, Sestola aderì al Comune Federale del Frignano; fu poi teatro di scontri acerrimi fra le città di Modena e Bologna, che a più riprese lottarono per il suo possesso fino a quando, nel XIV secolo, Sestola e il Frignano aderirono alla Signoria degli Estensi. Da quel momento Sestola diventò la capitale della Provincia del Frignano, titolo che conservò fino agli inizi del 1800. Dopo la restaurazione, Sestola perse la sua secolare importanza, ritrovandosi tagliata fuori dal nuovo traffico commerciale sviluppatosi alla fine del ‘700 in seguito all’apertura della via Giardini (ora SS 12 del Brennero); di conseguenza la Fortezza fu trasformata in un penitenziario che rimase in attività fino al 1866. Sul finire del secolo scorso, mentre il paese intravvedeva nel nascente turismo una nuova e concreta identità economica, la Fortezza subì un’ulteriore trasformazione, ospitando un Osservatorio Meteorologico e un Istituto estivo per la cura dei bambini. La pratica dell’escursionismo che faceva del Monte Cimone la meta più ambita dalle neonate sezioni del C.A.I., lo sviluppo del patrimonio forestale e la trasformazione del paese in attrezzata stazione climatica, fecero di Sestola un accogliente e rinomato paese di villeggiatura. In questo secolo il turismo è via via diventato preminente nell’economia del paese ed oggi, dopo cent’anni di esperienza e tradizione, Sestola è fra le stazioni primarie di tutto l’Appennino.

Nelle sale della Rocca è collocato un Museo della civiltà contadina che da anni raccoglie ed espone materiali ed attrezzi riguardanti le tradizioni lavorative.

La pratica degli sport si concretizza a Sestola nella possibilità di cimentarsi in diverse discipline: tennis, calcio, calcetto, pallacanestro, pallavolo, pattinaggio a rotelle, nuoto, ippica, deltaplano, parapendio, pesca, ruzzolone, bocce, golf, minigolf e la possibilità di usufruire di palestre attrezzate.

Sestola fa parte, assieme ai comuni limitrofi, del Comprensorio del Cimone, la maggiore stazione invernale dell’Appennino Tosco-Emiliano, sorta anni fa come Consorzio Stazione Invernale del Cimone, aggregando gli operatori pubblici e privati del settore. Il comprensorio del Cimone oggi conta 26 impianti di risalita con una portata oraria globale di circa 22.000 persone, 50 km. di piste da discesa, di cui 21 Km dotate di impianto per la produzione artificiale della neve, 20 km. di piste da fondo, palazzo del ghiaccio, skipass valido per tutti gli impianti, una scuola di sci CONI-FISI con 36 maestri, agevolazioni per sci-club e scuole e per l’organizzazione di gare. Sestola, in particolare, ha: 5 seggiovie, di cui una quadriposto ad agganciamento automatico, tre triposto (la Sestola-Pian del Falco aperta anche d’estate) una biposto, una funivia aperta anche d’estate, due sciovie, 30 km. di piste da discesa, una pista da fondo, due sedi della scuola di sci e due campi-scuola.

Giardino Esperia
Giardino Esperia

 

Da segnalare, in prossimità del grazioso lago della Ninfa, a 1500 metri di quota, il Giardino Esperia, oasi ecologico-didattica d’importanza nazionale sulla flora appenninica spontanea e quella alpina introdotta, gestito dal C.A.I. di Modena e visitabile da maggio a settembre.

 

 

 

Casine
E’ la più giovane delle frazioni che raggruppa però antichi borghi quali Prà della Serra e la chiesa di S. Antonio, costruita agli inizi del ‘600.Poi sostituita dalla nuova nel 1965. Posta sulla sponda sinistra del rio Vesale, è oggi laborioso centro con 279 abitanti ed è frequentato dagli sportivi della ruzzola e dagli amanti della buona forchetta.

Casine Chiesa vecchia e canonica - foto Alessandro Zagaglia
Casine Chiesa vecchia e canonica – foto Alessandro Zagaglia
Territorio di Casine visto dalle Lame di Vesale - foto Alessandro Zagaglia
Territorio di Casine visto dalle Lame di Vesale – foto Alessandro Zagaglia

 

 

 

 

 

 

 

 

Castellaro
Antico comune, patria della famiglia dei Gessani, situato sulla sponda sinistra del rio Vesale, conserva borgate, corti chiuse e santuari di notevole valore architettonico. E’ frazione (abitanti n. 176) molto conosciuta. Da visitare: la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta, l’Oratorio Santa Maria e la borgata La Fontanaccia e Delle Querciole.

Castellaro Oratorio Santa Maria - foto Alessandro Zagaglia
Castellaro Oratorio Santa Maria – foto Alessandro Zagaglia
Castellaro, Chiesa - foto di Alessandro Zagaglia
Castellaro, Chiesa – foto di Alessandro Zagaglia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lago della Ninfa

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Pian del Falco
Grazioso villaggio in stile alpino, sorto a ridosso del primo Rifugio (lo Chalet nel 1930), si è sviluppato nel dopoguerra in seguito alla costruzione della seggiovia di collegamento con il capoluogo. Oggi, nonostante il successo della stazione sciistica di Passo del Lupo, non ha perso il suo fascino ed è considerato, per il suo vasto panorama (ampia vista sulla vallata del rio Vesale e sui crinali che degradano verso la pianura Padana – in caso di buona visibilità si scorgono le prealpi del veronese e alcune vette della cerchia alpina), il balcone dell’Appennino modenese.

Pian del Falco
Pian del Falco
Pian del Falco ripreso dal terrazzo di una delle villette
Pian del Falco ripreso dal terrazzo di una delle villette

 

 

 

 

 

 

 

 

Poggioraso
Sviluppatosi a ridosso dell’antico Santuario della Beata Vergine delle Grazie, è una moderna e attiva borgata, meta non più solo di pellegrini ma anche di buongustai e centro turistico apprezzato e frequentato da giovani ed anziani.

 

Rocchetta Sandri

Anticamente la rocca era detta “di Scoplano”, località che figura nel famoso diploma d’Astolfo con il quale il re longobardo nel 753 donò al monastero di Nonantola tra gli altri beni la “Sylva de Scoplano”.
Da Rocchetta. che poi prenderà nome Sandri dalla famiglia più importante del luogo, passava la “vecchia strada del 1222 conducente a Pistoia”, che molto facilmente si può identificare con quella che da Modena, Pavullo, Valdisasso, attraverso il passo della Croce Arcana conduceva in Toscana, parallela ad un’altra che confluiva sulla stessa strada di valico proveniente da Nonantola sulla sponda destra del Leo-Panaro.
Dell’antica fortificazione non rimangono tracce visibili in loco, anche perché non esiste un centro storico consolidato ma un raggruppamento di casolari il maggiore dei quali, propriamente detto Rocchetta, è quello che si raccoglie sotto l’oratorio della “Crocetta”e che s’allunga fino alla Case Cornè su una altura-sprone che domina la vallata sottostante.

La chiesa parrocchiale, intitolata a S. Giovanni Battista, sorge in posizione isolata sulla strada che sale al vicino agglomerato di Rocchetta. La chiesa attuale risale al 1553, come attesta la data incisa sul portale laterale. Il suo esterno è appena stato restaurato (2015).

L’oratorio della Crocetta occupa il vertice dell’abitato di Rocchetta Sandri ed è ambientato in un bellissimo pianoro sopraelevato sul punto di valico della strada che da Rocchetta passa nel fananese in direzione di Trentino e Fanano.

foto Francesca Berti
foto Francesca Berti
foto Francesca Berti
foto Francesca Berti

 

 

 

 

 

 

Oggi è un moderno centro (abitanti n.211), ha una caratteristica zona residenziale, un frequentato centro sportivo ed una spiccata vocazione turistica.

 

Rocchetta, Chiesa - foto Alessandro Zagaglia
Rocchetta, Chiesa – foto Alessandro Zagaglia

 

 

 

 

 

 

 

 

Roncoscaglia
Suggestiva frazione di Sestola, a 906 metri slm, famosa per il suo romanico oratorio di San Biagio, è antico Comune a ridosso del capoluogo,patria di famiglie illustri e fabbricanti di organi. Oggi è una caratteristica zona residenziale, un frequentato centro sportivo ed una spiccata vocazione turistica.
Da visitare: l’oratorio di S.Biagio (chiesa romanica del XII sec.), la chiesa di S.Giovanni Battista. Questa chiesa è sorta nel 1405 sulle fondamenta di un vecchio castello distrutto. La chiesa si trova purtroppo, in stato di abbandono. Al suo interno erano presenti alcuni affreschi del XV secolo, ora conservati nei Musei della Rocca di Sestola

Chiesa di Roncoscaglia
Chiesa di Roncoscaglia
Roncoscaglia, Chiesa di S. Giovanni Battista
Roncoscaglia, Chiesa di S. Giovanni Battista
oratorio di S. Biagio - foto Andrea Soliani
oratorio di S. Biagio – foto Andrea Soliani
oratorio di S. Biagio - foto Andrea Soliani
oratorio di S. Biagio – foto Andrea Soliani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Chiesa di S.Giovanni Battista, foto di Angelo Bizzini, novembre 2015

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vesale

Al centro della vallata (abitanti n.249) percorsa dal rio Vesale, da cui prende il nome, è anch’esso antico Comune  Conserva la chiesa parrocchiale con abside romanica, oratori, casolari e borgate. Oggi è famoso per la sua gastronomia, la tradizionale ospitalità, i “treppi” per il lancio della ruzzola (tra Vesale e Casine) e per i suoi castagneti.
Il castello del paese è citato per la prima volta nel 752.
La chiesa parrocchiale di San Giorgio fu un’importante postazione sulla via Romea Nonantolana. Della chiesa tardo romanica, intatta fino al 1610 quando fu quasi interamente ricostruita, rimane l’abside semicircolare. Ospita un organo costruito a più riprese, noto per una sua fonica molto ricca e per certi versi curiosa.

Parrocchiale di San Giorgio
Parrocchiale di San Giorgio – foto Alessandro Zagaglia
Vesale Chiesa e sagrato - foto Alessandro Zagaglia
Vesale Chiesa e sagrato – foto Alessandro Zagaglia

 

 

 

 

 

 

 

 

Vesale Oratorio della Castagnola - foto Alessandro Zagaglia
Vesale Oratorio della Castagnola – foto Alessandro Zagaglia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Monte Cimone

Monte Cimone – Pian Cavallaro
Il Cimone dal Sasso della Capra
Il Cimone dal Sasso della Capra

 

 

 

 

 

 

 

 

Testi tratti da:
http://www.comune.sestola.mo.it/sestola/default.aspx

grazie ad Alessandro Zagaglia per la collaborazione

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