Trekking nella valle di Canevare

Una magnifica rete di sentieri recuperata dal lavoro e dalla passione di un abitante del luogo

La valle di Canevare è percorsa da tutta una rete di antichi camminamenti che sono stati recentemente recuperati e magistralmente segnalati da Claudio, trasferitosi dalla piana ad abitare in montagna e grande appassionato di bosco, vita nella natura, animali, escursioni.

La scoperta di tutto questo ha inizio due anni fa quando percorrendo in macchina la strada che da Canevare porta al Lago della Ninfa, nei pressi del borgo, allora ancora in fase di ristrutturazione, de La Serra notiamo delle indicazioni in legno all’imbocco di un sentiero. Continuando verso il Lago della Ninfa vediamo altri di questi cartelli e intuiamo che segnalino un percorso che, passando per i campi e intersecando più volte la strada asfaltata, appunto conduce da Canevare al Lago della Ninfa. (Le indicazioni allora erano semplici tabelle in legno, due anni dopo le ritroveremo in versione super con tettino di protezione e con maggior visibilità).

Qualche ricerca su Internet, sul sito del comune di Fanano, ma niente, da nessuna parte troviamo notizie o mappe. Amici dicono che potrebbero essere sentieri ideati e gestiti dall’Asbuc (Amministrazione Separata dei Beni di Uso Civico). Ci riproponiamo quindi di tornare a piedi per percorrere questi sentieri.

Ecco che a fine dicembre 2019 ci rechiamo in zona con l’intenzione di andare in esplorazione. I sentieri partono da Canevare, ma decidiamo di salire un pochino più in alto e partiamo nei pressi della borgata di Medolo e della località Prato Valera dove sorge un consistente insediamento turistico.

Medolo
La Palazza
Maestà

 

 

 

 

 

La direttiva principale è segnata anche sulle nostre mappe OSM, e percorre il lato orografico destro del Rio della Lezza che divide in due la valle; ma scopriremo che la rete di sentieri percorre tutta la vallata, con deviazioni varie che mettono in comunicazione le varie case e borgate.

La particolarità e il valore aggiunto di questi sentieri è come sono indicati: tabelle in legno, con disegnato un viandante stilizzato, che riportano indicazioni dei luoghi da raggiungere – e spesso anche i tempi! -; le tabelle sono ricoperte da un tettino in legno, colorato in fronte di rosso e ricoperto di carta catramata per proteggere dall’acqua. Geniale, no? Tra una tabella e l’altra il percorso è segnato da piccoli pezzi di plastica o simile legati agli alberi da una cordicella verde di quelle che si usano per legare le piante (tutti materiali di recupero, ci dirà con orgoglio Claudio, l’autore di questa meraviglia), immediatamente individuabili e riconoscibili come segnavia.

 

 

 

 

Salendo passiamo accanto a varie case, alla sinistra la borgata Fratta; il sentiero attraversa più volte la strada, poi sale lasciando a sinistra le borgate Piaggia di Sotto e Piaggia di sopra. Qui incontriamo un bivio: a sinistra una ramificazione del sentiero che porta al Cimoncino, passando per Piaggia, Masera, Ca’ Ruggiero e Binella, a destra il sentiero continua verso il Lago della Ninfa.

Bivio
rudere lungo il percorso in località Casetto
Belvedere

 

 

 

 

 

Noi continuiamo a destra, passiamo accanto a una casa in rovina (località Casetto) e perveniamo al borgo di Serra di Gallina, composto da due unità abitative, una in rovina, l’altra ristrutturata e denominata “Belvedere”, e all’intorno altre case.

Continuando si raggiunge la borgata la Serra e poi, appunto, il Lago della Ninfa. Prima della Serra incontriamo altre ramificazioni che conducono una al Fusano e Cervarola, l’altra al Seccheto.

Decidiamo di proseguire verso il Seccheto per andare a vedere una casa cui alcuni nostri amici sono interessati. Attraversando un boschetto quindi si raggiunge il Seccheto, la stradina continua e termina alla casa che cercavamo, molto bella, intorno ha tanto terreno. Tornando indietro passiamo di fianco al Seccheto composto da varie unità abitative intorno a una corte e da altra casa, bellissima, con tante vetrate, caprette e cavalli – scopriremo, il giorno dopo, grazie all’amica Anna Maria Tonielli della Palazza, che il signor Claudio abita proprio qui e lei ci accompagnerà a conoscerlo!

Seccheto
Seccheto

 

 

 

 

 

Dal Seccheto troviamo indicazioni per un altro ramo del sentiero che, percorrendo la parte sinistra della valle rispetto al torrente, torna a Canevare passando per Ca’ Ludovico e la Palazza.

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Claudio e sua moglie ci accolgono con calore nella loro bellissima casa e ci raccontano con grande entusiasmo di come dalla pianura si siano trasferiti qui, in mezzo a una natura straordinaria, e di come Claudio, per il grande amore che ha verso il luogo, abbia sistemato e segnalato questi vecchi percorsi rendendoli utilizzabili a tutti. E’ infatti di immediata comprensione, grazie alla sua geniale segnaletica, il dispiegarsi e le direzioni di questi percorsi. Ci racconta che per la direttrice principale ha la collaborazione per la pulizia dell’Asbuc, per gli altri fa da sé con in parte l’aiuto dell’ Agriturismo la Cervarola.

Ci ripromettiamo di creare, collaborando, una cartina di tutti i percorsi.
Intanto vi invitiamo ad andare e a percorrere i vari tracciati, in questo periodo in cui manca la neve è un’ottima opportunità di godere del territorio e delle nostre montagne.

Per ristorarvi al termine o durante le vostre escursioni segnaliamo in zona:

 


Galleria fotografica

 

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