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Rifugio Segheria all’Abetina Reale

Il rifugio Segheria

Rifugio Segheria
foto di Alessandro Navari

1410 m –  614267E – 4900407N

Il rifugio è situato nella parte intermedia della valle del fiume Dolo, nel cuore dell’Abetina Reale, zona posta sul confine tra la Toscana e l’Emilia Romagna, delimitata dal massiccio del Monte Prado (mt.2054 slm).

Prende il nome dall’antica segheria costruita alla fine del XV secolo dal Ducato Estense e rimasta in funzione fino alla fine degli anni sessanta.

Grazie alla sua posizione di confine, il rifugio si presta ottimamente come punto tappa per escursioni sia sul versante toscano che su quello emiliano. Da qui partono infatti numerosi sentieri CAI e Garfagnana Trekking, di varie difficoltà, che danno la possibilità di visitare la zona anche ai meno esperti. E’ inoltre inserito sulla Ciclopista-Ippovia del Gigante, percorso che attraversa l’intero crinale da est a Ovest.

La Cappellina
La cappellina

La lunga storia della segheria coincide con quella dell’intera Abetina Reale, che i duchi d’Este possedettero per 4 secoli.

Fu forse nel XVIII sec. che fu impiantata qui la nuova segheria dal primitivo luogo più a valle, ma l’aspetto attuale degli edifici risale ai primi decenni del XX sec. Dopo l’alienazione a privati fatta dai Savoia appena ereditata la tenuta, le varie società che si sono succedute fino all’ultimo privato Orlando Armenti sfruttarono a pieno le risorse di legname della foresta, riproducendone la materia prima con piantagioni, soprattutto dopo le due guerre, che richiesero una distruzione quasi totale. La segheria offriva lavoro a oltre 1000 operai ogni estate, con mensa, forno, cappella e baracche in legno come dormitori.

La cappellina

 

 

 

 

 

 

 

La centralina idroelettrica

Centralina idroelettrica

La centralina idroelettrica dagli anni ’50 forniva elettricità (prima le seghe erano a mano o idrauliche). Il legname veniva esportato per fluitazione lungo il Dolo in epoca estense, poi verso la strada delle Radici in Garfagnana con alcune teleferiche. Dal 1920 fu aperta la strada dal Casone per le Forbici, e negli anni ’50 alcuni stradelli risalirono lungo la foresta, ma i muli e i carbonai frequentarono l’area fino all’abbandono nel 1965.

 

 

Laghetto artificiale che alimenta la centralina idroelettrica del rifugio

La centralina è stata ripristinata e produce energia elettrica grazie a una turbina che sfrutta l’abbondanza di corsi d’acqua ed’è dotato di un piccolo impianto di fito-depurazione delle acque di scarico:  possibilità di visite guidate agli impianti.

 

 

 

 

Rifugio Segheria: la sala con caminoNel 1975 la Regione Emilia-Romagna acquistò la tenuta, ma ci vollero altri 6 anni per risanare e attrezzare la vecchia segheria come rifugio: appena in tempo… Dal 1982 ad oggi si sono avvicendate molte gestioni, ma il rifugio è un richiamo in ogni stagione.
Il rifugio dispone di una ampia sala con camino, cucina attrezzata e bagni con acqua calda. Al piano superiore sono situate le camere provviste di letti a castello per un totale di 44 posti letto. Il rifugio mette inoltre a disposizione un’altra struttura con cucina, due salette e 40 posti letto.
Per gli amanti del cavallo sono a disposizione 8 poste e una stalla con circa 6/8 posti e un deposito coperto per gli appassionati della mountain-bike.

Su richiesta dà aiuto ai gruppi nell’organizzazione delle escursioni fornendo esperte guide escursionistiche.

Varie sono le possibilità che il rifugio offre per vivere l’appennino, sia in estate che in inverno: dalle escursioni in notturna con la luna piena, alle uscite sul crinale con ciaspole e sci da alpinismo, dal totale relax all’aria aperta alla cucina casalinga fatta di prodotti tipici della zona, il tutto in un ambiente semplice e nel totale rispetto della natura.

Il ristorante offre la possibilità di gustare le specialità.
Vi consigliamo tra l’altro le loro ottime torte.

(Tel. 0522/807222 – 340/6630799, www.rifugiosegheria.it – i[email protected]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


La valle del Dolo

Il Dolo è un torrente delle provincie di Reggio Emilia e di Modena, affluente del fiume Secchia.
Nasce sulle pendici del monte Prado (44°14′24.21″N 10°27′22.31″E) e fa da confine tra le provincia di Reggio Emilia e di Modena nella parte alta dell’Appennino. Infine, dopo un corso di circa 25 km, sfocia nel Secchia.

Una buona parte dell’alta Val Dolo fu ceduta da Gazzano al duca d’Este nel 1451 in cambio di privilegi fiscali: la residua foresta mista di abete bianco e faggio fu detta così abetina ducale o reale per 4 secoli, e sfruttata per il taglio con la costruzione di segherie. Dopo un secolo di proprietà privata, da 30 anni fa parte del demanio regionale, vero polmone verde del parco nazionale, ricco di storia e cultura.

Si trova nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, che ha inglobato il parco del Gigante dopo la sua istituzione.

2 Risposte a “Rifugio Segheria all’Abetina Reale”

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