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Antichi ponti sullo Scoltenna

Collage dei vari ponti
Collage dei vari ponti

Il torrente Scoltenna è il principale ramo sorgentizio del fiume Panaro.
Si forma appena fuori dal paese di Fiumalbo dalla confluenza del Rio Acquicciola con il Rio san Francesco (o Rio delle Pozze).
Il torrente, fin dall’antichità, ha rappresentato una via di penetrazione per la montagna. In molti punti era costeggiato da sentieri e mulattiere che risalivano la vallata, scavalcato da arditi ponti che consentivano a uomini e carri il passaggio fra le rive.

Risalendo lo Scoltenna, sono ben 5 gli antichi ponti che si incontrano: il ponte di Olina, il ponte dei Leoni a Strettara, il ponte della Luna a Riolunato, il ponte della Fola a Pievepelago e infine il ponte della Fola alto o del Diavolo fra San Michele e Fiumalbo.

Il Ponte di Olina

Ponte di Olina

Scavalca lo Scoltenna a Olina e vicino ad Acquaria di Montecreto, costituisce senza dubbio una delle opere del passato più ragguardevoli ed ardite che si siano pervenute. Ancora oggi, pur soppiantato nella sua funzionalità dai vicini ponti di Pian della Valle (Pavullo-Acquaria) e del Prugneto (Pavullo-Sestola), si fa ammirare per la linea leggera del suo arco annerito dal tempo e perfettamente integrato nel paesaggio sassoso dello Scoltenna. Fu eretto nel 1522 sulle rovine di uno precedente e molto antico, probabilmente risalente ad epoca romana.

Il Ponte dei Leoni a Strettara

Ponte dei leoni a Strettara
Ponte dei leoni a Strettara
Torrente Scoltenna a Strettara
Torrente Scoltenna a Strettara

 

 

 

 

 

 

Sorge nei pressi della centrale elettrica di Strettara.
Dopo aver rappresentato un passaggio obbligato nella viabilità storica dell’Appennino per quasi tre secoli (è stato costruito nel 1715 sui resti di un precedente ponte in legno risalente al ‘400) e dopo essere stato chiuso nel 1988, sostituito prima da un ponte bailey, poi dal 2002 dal nuovo ponte di Strettara, il vecchio manufatto è stato restaurato nel 2004 diventando un passaggio ciclabile-pedonale ad uso soprattutto turistico-escursionistico.

Il ponte, lungo 117 metri su tre solide arcate in pietra arenaria, è stato uno dei primi attraversamenti costruiti sullo torrente Scoltenna. Dopo essere stato distrutto dalle piene del 1567 e del 1679 fu ricostruito, nella forma attuale, agli inizi del ‘700 su progetto dall’architetto Carlo Antonio Giannini.

Sono stati restaurati i parapetti, dotati ora di uno corrimano di sicurezza, utilizzando criteri e materiali rispettosi dell’architettura originaria del ponte. E’ stato completamente rifatto il selciato in pietrame, anche questo seguendo le caratteristiche di quello originale, garantendo la necessaria impermeabilizzazione per salvaguardare l’integrità del manufatto, che comunque gode di ottima salute, tant’è che non è stato necessario intervenire sulla struttura ancora solidissima.

Ai lati del ponte, infine, sono state collocate copie perfette dei quattro leoni originali (per questo viene anche chiamato “il ponte dei leoni”), risalenti probabilmente alla costruzione del ‘400, conservati ora nel Museo della Comunità di Montecreto (Museo che ha preso appunto adesso il nome di La Casa dei leoni di Pietra).

Il ponte della Luna a Riolunato

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Ponte per antonomasia di Riolunato, collegava (prima del moderno ponte attuale che lo affianca) il capoluogo con le frazioni di Groppo, Castellino e Serpiano, attestate sulla sponda sinistra dello Scoltenna.

L’attuale risale ad una ricostruzione avvenuta a seguito della disastrosa frana del 1786 che aveva sconvolto il territorio di Groppo, distruggendo il ponte antico.
Questo era posto più a monte e superava il torrente con due arcate che lo dovevano far apparire non molto dissimile da quello antichissimo della Fola vicina a Pievepelago.

Sui due fianchi del ponte compaiono delle mensole in pietra, che in origine andavano a sostenere a sbalzo il muretto di parapetto, in modo da sfruttare quasi tutta la larghezza della volta per la sede stradale.

Il Ponte della Fola

Ponte della Fola
Ponte della Fola

Ponte della Fola 1

 

 

 

 

 

 

E’ probabilmente il ponte più noto fra quelli elencati, grazie soprattutto alle sue due splendide arcate asimmetriche e a forma di schiena d’asino (unico esempio in tutta l’Emilia).

Già citato nel 1028, era collocato in un punto strategico della più importante via che nel medioevo collegava la Toscana e il Pelago. La perizia con la quale furono progettate e costruite le sue arcate fece nascere la leggenda che un frate raggirò i demoni facendogli costruire il ponte. Si riteneva infatti che simili opere non potessero essere frutto dell’ingegno dell’uomo.

 

Ponte della Fola Alto detto del Diavolo

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Forse il ponte meno conosciuto, ma sicuramente il più suggestivo. Ad un’unica arcata, il ponte scavalca il fiume ad una notevole altezza, poggiando direttamente sulla roccia della profonda gola scavata dalle acque. Inevitabile, mentre ci si cammina sopra, pensare alla grande maestria degli uomini che lo hanno costruito tanti anni fa. Largo a sufficienza per il passaggio di carri, il ponte è immerso in un paesaggio di grande suggestione.

Guardandolo dal basso, il ponte sembra sospeso in mezzo alla vegetazione; infatti il sentiero che lo attraversa si snoda nel bosco fitto e buio, e, superato lo strapiombo, scompare nuovamente nel faggeto. Infine i giganteschi massi portati a valle dalla forza impetuosa del torrente che circondano il ponte gli conferiscono un’aura tenebrosa e quasi sovrannaturale. Insomma, un posto perfetto per lupi, briganti, diavoli e streghe.

Pozza del fiume Scoltenna vista dal Ponte
Pozza del fiume Scoltenna vista dal Ponte
Foto Alessandro Landi

 

 

 

 

 

 

Sul ponte transita il Cammino di San Bartolomeo, nuovo itinerario escursionistico – storico – religioso recentemente realizzato (e ancora in espansione e in definizione) per congiungere i luoghi dedicati al culto del santo fra Emilia e Toscana.

Immediatamente a valle del Ponte, sul lato destro del fiume, nel 1910 fu costruita  una centralina per la luce elettrica che funzionò però per poco tempo, perché venne distrutta dalla caduta di un enorme masso staccatosi dalla montagna e precipitato sul tetto dell’edificio. La centrale non venne ristrutturata ed ora ne restano alcuni ruderi. (G.Pasquesi)

 

 


Info da

  • http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2015/12/08/news/il-torrente-scoltenna-tra-streghe-e-demoni-nel-modenese-1.12583485
  • http://www.provincia.modena.it/page.asp?IDCategoria=6&IDSezione=1089&ID=23920
  • http://www.cmfrignano.mo.it/comuni_territorio/luoghi_interesse_9/ponte_della_luna.aspx
  • http://www.comune.montecreto.mo.it/canali_tematici/montecreto_1/visitare.aspx
  • https://camminodisanbartolomeo.com/info/

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