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Da Serpiano al Mulino della Pollina e a Castellino

Escursione storico-gastronomica-ambientale

27 giugno 2020
Tempo di percorrenza tra Serpiano e Castellino 1 ora.
Tutta l’escursione: 3/4 ore

Il nostro itinerario di oggi percorre la vecchia strada che da Serpiano, attraverso l’antico casolare di Ca’ Lenzotti, conduce a Castellino, con una deviazione che ci porterà fino al Rio Monio e al Mulino della Pollina, in corrispondenza dell’inizio della serie di meravigliose cascate che si sviluppano su questo torrente. Siamo interamente nel comune di Riolunato.

La compagnia comprende tre bambine e un cane.
Imbocchiamo via Serpiano e attraversiamo il borgo vecchio che sorge in posizione meno elevata rispetto al più recente agglomerato formatosi lungo la via Giardini.
Ci soffermiamo presso la bella casa a corte chiusa, accessibile attraverso un corpo di fabbrica lungo e stretto, unico nel suo genere, aperto al centro da un grande portale ad arco a tutto sesto in conci di notevole mole, replicato e raddoppiato all’interno. Sul portale di ingreso alla corte osserviamo l “Impresa del Diamante”, il simbolo della casa di Ercole I d’Este che ricorda una battaglia di fine 1400 e poteva venire esposta sui portali delle famiglie che avevano partecipato a quella battaglia Il portale è replicato all’interno con due arcate. Notevole è il lastricato ancora originario, su cui la comunità batteva il grano e la segale.

Continuando per la strada si giunge dopo poco al piccolo cimitero e alla Chiesa di San Lorenzo, costruita da 1545 dopo la distruzione della precedente, con sagrestia e canonica. La facciata è molto semplice con portale architravato e rosone. La chiesa è affiancata da un imponente campanile costruito a filo di facciata nel “1671”, come ricorda la targa murata sopra la finestra del secondo piano; sopra quella del primo un`altra lapide documenta un intervento di restauro del “1937”, commissionato dall’arciprete don Bartolotti.
Al momento attuale è in corso di ultimazione un intervento di consolidamento.

Dopo la chiesa la strada diviene sterrata, si giunge a un bivio e si prende a destra, seguendo le indicazioni per il B&B Ca’ dei Lenzotti.

Panorama su Monte Gomito e Rondinaio e bei campi dal fieno già tagliato e raccolto in rotoballe.

Si passa davanti a una poco bella casa, recente ma in disarmo, con che ha davanti delle belle panchine in pietra e di fianco un lavatoio dismesso.

Ca’ dei Lenzotti

Si perviene alla stupenda borgata di Ca’ dei Lenzotti, di origine molto antica, che visitiamo velocemente, trascurando però di girarvi attorno, a nostro discapito, perché le foto visibili sul sito del B&B ci rivelano anche la bellezza del lato verso sud.

 

 

 

Nella casa risiedeva don Ottavio Lenzotti, morto nel 1743, per ventiquattro anni segretario in casa del conte Alessandro Marescotti di Bologna.
Il portale superiore della casa, adiacente alla stalla, è caratterizzato nella chiave cuspidata dell”arco da un triangolo equilatero, appena inciso sulla superficie della pietra: all`interno una scritta in caratteri probabilmente ebraici e greci (“Gesù”) si conclude sul vertice con una piccola croce.

Sul sito del B&B è riportato un articolo di giornale che ne parla.

 

 

 

Una maestà contenuta in una nicchia monolitica squadrata, è incorporata nel muro a secco di sostegno della strada.

La strada fiancheggia la borgata e continua, in discesa, oltrepassa un ruscello, risale e perviene ad altro ruscello ove un cartello ci informa che siamo nel territorio di Castellino di Brocco.

Continuiamo nel bosco, si oltrepassa un punto segnalato come “pericoloso” (attraversamento sassoso e con leggero dirupo), e si giunge a una casa in ristrutturazione con indicazioni per Castellino, continuando a dritto, e per il mulino della Pollina, scendendo a destra. Prendiamo questo ampio sentiero, inizialmente segnato in bianco e rosso come se fosse Cai, ma senza numeri.

Andando avanti i segni scompaiono, si raggiunge un bivio con indicazione del Birrificio di Casa Gigli, la strada che faremo dopo essere scesi al fiume.

Da qui fino al Mulino della Pollina il sentiero è segnalato in bianco e verde. Si oltrepassa un bellissimo e grande rudere e raggiungiamo così il rio Monio, scendiamo ancora fino ad alcuni ruderi, che intuiamo essere il Mulino, nei pressi dell’inizio del canyon del Rio Monio. Siamo sopra la prima cascata che non riusciamo però a vedere, probabilmente per seguire il percorso delle cascate occorrerebbe seguire un sentierino a sinistra, ma con i bambini non ci sembra il caso (non conoscendo il percorso esatto). Torneremo!

Potete vedere qui foto di queste magnifiche cascate nella descrizione di altro percorso fatto in salita
https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/riolunato-rio-monio-castellino-cai473-27847192

Quindi risaliamo e ci dirigiamo verso il birrificio. Il sentiero continua in salita nel bosco, oltrepassa un ruscelletto con un piccolo orrido, ed esce (cancello da aprire e richiudere) in un campo con bellissima veduta sul Cimone.

Casa Gigli a Castellino

Pochi passi ancora a bordo del campo ed eccoci a Casa Gigli dagli amici Gaby e Heinz, che ci rifocillano con salumi, formaggi, pop corn dolce e salto, patatine e crudité, la loro ottima birra e uno stupendo pane fatto proprio da Heinz. Le bambine giocano con galline e gattini.

Dopo aver fatto una piccola scorta di birre (quanto ci permettono i nostri zaini) riprendiamo la via del ritorno. La strada raggiunge quella del cimitero e si rinoltra nel bosco. Panorama sul Cimone, vediamo la chiesa di Serpiano, attraversiamo di nuovo Ca’ dei Lenzotti e raggiungiamo Serpiano. Dalla chiesa si vede bene Castellino.

La nostra piccola e soddisfacente escursione è terminata.

Ringraziamo Alice Vanni di Stray Dogs Outdoor che ci ha dato l’idea di questa gita e a cui vi potete rivolgere per essere accompagnati qui e ovunque #Intornoalmontecimone.


Galleria fotografica

 

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