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Riolunato

Riolunato (Ardondlà, in dialetto) è un comune di 734 abitanti, ha una superficie di 4517 ettari e si estende nella parte più profonda dell’Appennino modenese dai 2516 mt del Monte Cimone ai 620 mt. del torrente Scoltenna.

Il nome trova presumibilmente origine da un antico nome del Monte Cimone, “Alpe Lunata” o “Alpe de Lona”, sorge a 705 metri s.l.m. al centro di un’area ricca di boschi che si estende dal torrente Scoltenna e dal Rio Torto fino alla vetta del Cimone (2.165 metri di altitudine). La storia del paese si sovrappone con Castello dei Pelosi, ora sua frazione, fino a metà del ‘500 quando, con l’abbandono della fortezza dei Montegarullo, Riolunato afferma la propria supremazia. Il paese presenta tratti medioevali nelle antiche case delle famiglie notabili con lo stemma gentilizio e nella caratteristica piazza del Trebbo. Tra queste, le patrizie Casa Ferrari, Casa Vellani e Casa Gestri (un tempo sede municipale); sulla facciata principale di quest’ultimo edificio, a pianta rettangolare e che tra l’altro fu sede municipale, è dipinto un affresco, datato 1462 e raffigurante una Madonna con Bambino tra i santi Michele e Giacomo, opera che la tradizione popolare vuole dipinta durante un’epidemia di peste. Casa Ferrari, invece, costituisce una delle più importanti testimonianze dell’edilizia di Riolunato: la sua posizione strategica sbarra la strada che connette la parte alta del centro e la chiesa con la parte bassa intorno a Piazza Trebbo. Particolari degni di nota sono tra gli altri il sottopasso voltato nello stile delle case “cavalcavia” e il maestoso portale architravato a bugne rettangolari, impreziosito dallo stemma di famiglia. Tra le antiche abitazioni di Riolunato, da ricordare anche Casa Campani, Casa Bonatti e Casa Umeton.
Gli abitanti sono detti “Galluzzi”

Riolunato comprende 8 frazioni: Castellino, Castello di Riolunato, Cento Croci, Frassineto, Roncombrellaro, Serpiano nel Frignano, Groppo, Le Polle.

Groppo sotto la neve. Foto Cecilia Bignardi
Groppo sotto la neve. Foto Cecilia Bignardi

 

 

 

 

 

 

San Giacomo è il patrono del paese, la cui chiesa è situata nella piazza principale, Piazza Don Antonio Battilani.

dscn7864Il Galletto, simbolo del paese

 

Storia

Il territorio che costituisce l’odierno comune di Riolunato ospitava un tempo le tre comunità separate ed indipendenti di Riolunato, Brocco e Flaminiatico.

Nel Medioevo la Comunità di Riolunato aveva il centro principale in una rocca (l’odierno paese di Castello) a lungo governata dalla nobile famiglia di Montegarullo, il cui massimo esponente Obizzo venne ucciso, secondo la leggenda, non la storia, a Riolunato durante le lotte che lo contrapponevano agli Estensi per il dominio del Frignano.

Da questa rocca dipendeva anticamente anche il borgo situato sul fondovalle nei pressi del fiume Scoltenna che, nel corso del ‘500, cresciuto di abitanti e di importanza, iniziò a prevalere.
Nel 1544, infatti, la sede della Comunità fu trasferita a valle in questo borgo che da quel momento in poi venne indicato come “Riolunato”.

Già dal 1492, il Comune si era dotato di statuti propri, approvati dal duca Ercole I d’Este.
Nel 1611 fu aperta al culto la Chiesa di San Giacomo Maggiore, una data che segnò il distacco dalla chiesa parrocchiale di Castello.
Il Comune di Riolunato fece parte dello stato estense fino all’unità d’Italia.

Arte

L’abitato di Riolunato si caratterizza non tanto per qualche isolata opera artistica di pregio racchiusa fra le sue mura quanto per l’insieme del suo aspetto, in molti punti del centro ancora in gran parte medioevale e rinascimentale, ignorato dai molti viaggiatori che transitano velocemente sulla strada principale (SP 324).

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Nell’antica Piazza del Trebbo osserviamo il nucleo più antico del paese, dove è possibile ammirare:

– Casa Gestri, in passato sede del municipio, dove spiccano l’originale arengo ed uno splendido affresco datato 1462, recante l’iscrizione “Salva popolum tuum Virgo Maria”, che la tradizione popolare vuole essere stato dipinto in occasione di un’epidemia di peste. Il dipinto raffigura la Vergine attorniata dai Santi Michele e Giacomo.

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– Casa Ferrari, con l’imponente “Voltone” e lo stemma gentilizio della famiglia. Il giardino dell’abitazione ospita una statua del Sansone, opera dello scultore modenese Cesare Sighinolfi.

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Dalla Piazza del Trebbo si dipartono via della Croce e via dell’Ospedale. L’Oratorio di Santa Filomena, oggi accessibile da via della Croce e di proprietà privata, fu costruito nell’ottocento e secondo la tradizione fu sepolto qui il feudatario modenese Obizzo da Montegarullo. Ne è testimonianza la colonna di sasso con capitello e croce di ferro, un piccolo monumento funebre datato 1571, detta Colonna di Obizzo, in quanto ricorderebbe appunto la morte e sepoltura del feudatario locale Obizzo da Montegarullo, che la leggenda popolare racconta essere stato ucciso nelle immediate vicinanze da un certo Martinelli di Riolunato su incarico degli Estensi.

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La via dell’Ospedale ci conduce invece all’Oratorio dell’Ospedale o di Santa Maria della Misericordia di proprietà della famiglia Gestri, un tempo “spedale”, ricovero dei pellegrini e bisognosi. Al suo interno si trovava uno splendido affresco raffigurante la Madonna in trono col Bambino tra San Giacomo e altro Santo, danneggiato da un incendio nel 1949 ed ora restaurato e collocato nella sala della Biblioteca Comunale.

In Piazza Don Antonio Battilani sorge la chiesa parrocchiale di San Giacomo Maggiore, eretta ad opera del popolo di Riolunato nel 1601 ed aperta al culto nell’anno 1611, come testimonia l’intestazione sulla porta maggiore, e restaurata nel 1920, conserva al suo interno un affresco quattrocentesco con dipinta la Vergine Annunciata e tre pale d’altare della scuola di Guido Reni. Caratterizzata da una struttura ornamentale neoromanica ad archetti pensili, ha una sala centrale di grandi dimensioni sulla quale si aprono tre cappelle per lato. Nella biblioteca comunale di piazza Marconi sono raccolti circa 5mila volumi ed è possibile osservare un antico affresco del quattrocento.

Chiesa di San Giacomo Maggiore
Chiesa di S.Giacomo Maggiore
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Chiesa di San Giacomo Maggiore

 

 

 

 

 

 

 

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Sul fiume Scoltenna, lungo la vecchia via medioevale, l’antichissima strada che in passato collegava Riolunato con Pievepelago e la Pianura Padana e il Frignano con la Toscana (tutt’ora percorribile a piedi e immersa nei castagneti immediatamente a monte e quasi parallela all’odierna Strada Provinciale 324), si trova il Ponte della Fola, un’antica e suggestiva costruzione a doppia arcata dall’originale struttura a doppia schiena d’asino.

Ponte della Fola 2

 

 

 

 

Un altro bellissimo ponte è il Ponte della Luna. Ponte per antonomasia di Riolunato, collegava (prima del moderno ponte attuale che lo affianca) il capoluogo con le frazioni di Groppo, Castellino e Serpiano, attestate sulla sponda sinistra dello Scoltenna. L’attuale risale ad una ricostruzione avvenuta a seguito della disastrosa frana del 1786 che aveva sconvolto il territorio di Groppo, distruggendo il ponte antico.

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Nella frazione di Groppo è da ricordare Villa Tosi-Bellucci (Villa Angelina), mentre Serpiano vanta un portico del XII secolo. Castello, invece, che deve il suo nome alla rocca dei Montegarullo, conserva un torrione con architrave a rilievo romanico ed annovera l’Oratorio della Madonna del Caio, ricoperta quasi interamente al suo interno da affreschi del 1516.

Riolunato annovera tra le manifestazioni più interessanti il Maggio delle Ragazze e delle Anime Purganti, tra aprile e maggio. Il Maggio delle Ragazze è incentrato su un canto di benvenuto alla primavera e di omaggio all’amore, intonato dai maggianti sotto le finestre delle giovani nubili. Il Maggio delle anime purganti, a tema sacro, celebra una questua per propiziarsi le anime del Purgatorio.

Punto informativo di Riolunato
Tel. 0536.75119
www.comune.riolunato.mo.it

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